In ricordo di Lucio Gambi

A cento anni esatti dalla nascita, l'IBC ricorda l'illustre studioso con le parole del presidente Roberto Balzani

Ravennate di nascita (lì nacque il 10 marzo 1920), forlivese di formazione, Lucio Gambi fu docente all'Università Statale di Milano, poi insegnò Geografia politica ed economica all'Università di Bologna (dove fu anche presidente di corso di laurea e direttore di dipartimento) lasciando un contributo fondamentale negli studi geografici. Primo Presidente dell'IBC, nel periodo 1975-1976, Gambi è stato fra i protagonisti del dibattito culturale e politico che, a partire dagli anni '60, ha attraversato le università italiane e ha accompagnato l'attuazione delle Regioni. È scomparso nel 2006 all'età di 86 anni.
A cento anni esatti dalla nascita, l'IBC ricorda l'illustre studioso con le parole del presidente Roberto Balzani:

"Oggi, 10 marzo 2020, Lucio Gambi avrebbe compiuto cento anni. Tutti, in IBC, sanno chi è stato Gambi: un intellettuale rigoroso e raffinato, presidente dell’Istituto nella sua fase aurorale, rinnovatore degli studi geografici in Italia. Aveva insegnato a Milano, poi a Bologna; viveva a Firenze. Nel 1973 aveva pubblicato quello che è stato il suo volume più fortunato, Una geografia per la storia, uscito presso Einaudi. L’anno dopo, nella stessa collana, Andrea Emiliani dava alle stampe Una politica dei beni culturali. Per entrambi valeva l’aggettivo “illuminista”: nel caso del primo, perché l’indagine antropica, paesaggistica, sociale e culturale che doveva affiancare quella fisica e topografica, era la premessa necessaria a qualsiasi attività di governo del territorio; nel caso del secondo, perché il patrimonio italiano non era letto più solo come un enorme forziere di capolavori, ma come un’eredità da salvaguardare ed amministrare in nome delle generazioni future. Entrambi, Lucio e Andrea, erano figli della più fortunata temperie della Repubblica, quando era sembrato possibile fondare davvero una nazione moderna, civile e democratica. Lucio aveva aggiunto a questa convinzione la tenacia e l’intransigenza dell’azionismo, il movimento cui aveva aderito durante la Resistenza. Portò queste sue idee dentro l’IBC, delineando un progetto che non ebbe molta fortuna, ma che resta un manifesto per chiunque, a Bologna o altrove, abbia voglia d’impostare la politica del paesaggio come il frutto di una grande opera di conoscenza, di formazione, di responsabilità collettive. Un compito che sentiamo ancora nostro."

La lezione di Lucio Gambi: intervista al presidente Balzani su RadioEmiliaRomagna

Parliamo di...Lucio Gambi sul sito IBC

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