L’Arte Urbana e i suoi processi culturali in Emilia-Romagna

Al palazzo dei Musei di Modena il 25 settembre un convegno dedicato ai processi di sviluppo della street art. Posti limitati e su prenotazione. Diretta streaming

A Modena, venerdì 25 settembre 2020, a partire dalle ore 9.30, nella sala ex oratorio del Palazzo dei Musei di Modena, si apriranno i lavori del convegno "L'arte Urbana e i suoi processi culturali in Emilia-Romagna". Il convegno, a cura di Pier Paolo Ascari e Pietro Rivasi, è organizzato dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Modena in collaborazione con l'Istituto per i Beni Artistici, Culturali e Naturali della Regione Emilia-Romagna e PsicoArt – Associazione di Psicologia dell’arte APS.

Programma del convegno (pdf, 519.86 KB) 
I posti sono limitati. Per prenotazioni: info.cultura@comune.modena.it

La giornata sarà trasmessa anche in streaming sul canale youtube di URBANER

Quale sarà l’eredità della Street Art? Quali i tramandi di questa arte urbana, pubblica, definita da Tommaso Montanari “un’arte da esterno che si vede gratis perché aderisce come una seconda pelle ai luoghi dove vive e lavora chi possiede quasi solo la propria pelle”? La street art ha carattere antropologico e artistico, simbolico e semantico, condensa visioni e percezioni spaziando dalle questioni estetiche a quelle politiche, da quelle morali a quelle sociali. Il convegno si propone come occasione di confronto a seguito degli esiti di una ricerca frutto della partnership tra l'IBC e l'assessorato alla Cultura del Comune di Modena.

Dal 2003 l’IBC valorizza l’arte contemporanea del territorio dell’Emilia-Romagna e i mutamenti artistici che hanno portato ai concetti d'avanguardia attraverso le ricerche sperimentali più ardite, sia intellettuali, sia pratiche, e su questi temi ha promosso nel 2011 un’indagine culturale e un confronto tra esperti del settore e, unitamente all’Assessorato alla Cultura della Regione Emilia-Romagna, ha collaborato alla giornata di studi del 2016 “Archivi e cataloghi dell’effimero” per la realizzazione di un archivio digitale di opere, documenti e testimonianze relative all’arte urbana in Emilia-Romagna dalla metà degli anni ’80 ad oggi. Ora, in collaborazione con il Comune di Modena, che ha sviluppato un'ampia e costante esperienza nel campo della street art contribuendo alla diffusione dell’interesse per questo genere culturale, IBC intende proporre un percorso di approfondimento e confronto sull’argomento, che metta in relazione la situazione modenese con la più ampia realtà regionale, nazionale e internazionale, indagando le nuove forme espressive che la Street Art sta assumendo, i suoi significati e le sue prospettive attuali e future.
Il progetto in corso d’opera si propone di raggiungere una serie di obiettivi e di iniziative che dialoghino con gli altri territori nei quali essa si è diffusa, in particolare tende all'analisi dei suoi processi in ambito pubblico e privato in Emilia-Romagna, al fine della conoscenza e valorizzazione dei linguaggi e delle produzioni artistiche sviluppatesi dagli anni Ottanta del XX secolo al presente, sia in relazione alle possibili trasformazioni future,  sia per favorire la conoscenza della street art come forma di arte pubblica e la lucida comprensione dei processi che l’alimentano.

È stato costituito un Comitato scientifico formato da Mila Bongiovì, Claudia Collina, Stefano Ferrari, Daniele Pitteri e Claudio Spadoni che si è confrontato sui processi di sviluppo della street art per indagare i riflessi e le ricadute che hanno avuto in diversi ambiti e settori, da quello istituzionale e museale a quello del mercato dell'arte, da quello accademico universitario a quello giuridico e amministrativo, da quello estetico ed artistico a quello antropologico, da quello sociale a quello psicologico. 
La ricerca, ideata e condotta da Pietro Rivasi e Pierpaolo Ascari, ricostruisce la storia di writing, street art e nuovo muralismo nel territorio regionale, dove questi linguaggi sono approdati a partire dagli anni Ottanta. Attraverso lo strumento delle interviste ai protagonisti, inoltre, ambisce a mettere in luce qual è il rapporto tra la loro evoluzione e i contesti in cui si è venuta a determinare.
E' prevista anche la mappatura digitale “a tappeto” delle opere e dei luoghi di produzione culturale legati nel presente o nel passato a questo ambito, mettendo così a disposizione una guida della dislocazione storica e geografica del fenomeno sul territorio.

Gli esiti della ricerca sono destinati a confluire nel Catalogo del Patrimonio Culturale della Regione Emilia-Romagna PatER,  insieme ad una primissima ricognizione delle opere più importanti dal punto di vista storico-artistico presenti sul territorio, condotta utilizzando gli standard catalografici della scheda OAC (Opere D'Arte Contemporanea).


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