A proposito di restauro: i mosaici romanici di Reggio Emilia

Fra il 1996 e il 2008 l'IBC ha dato vita ad un impegnativo ciclo di restauri sul patrimonio musivo conservato presso i Civici Musei della città reggiana.
Reggio Emilia, Civici Musei, mosaico romanico (IBC-Iconoteca)Di notevole interesse storico-artistico risulta essere la raccolta di mosaici romanici, provenienti dalla basilica di San Prospero, dalla chiesa di San Tomaso, da quella distrutta di San Giacomo Maggiore e dalla Cattedrale, conservati presso i Musei civici di Reggio Emilia. Il primo allestimento della raccolta, realizzato fra il 1873 e il 1878, è dovuto a don Gaetano Chierici, membro della locale Deputazione di Storia Patria, e successivamente a Naborre Campanini, direttore dei musei fra il 1889 e il 1925, che completò l'allestimento dell'atrio portando così a termine il progetto espositivo del suo predecessore

Reggio Emilia, Civici Musei, mosaico romanico (IBC-Iconoteca)Si tratta di un ciclo produttivo di eccezionale consistenza e qualità, collocabile fra la fine del secolo XI e il terzo quarto del secolo XII, il cui programma iconografico ha una specifica valenza didattica che trova la sua corrispondenza in raffigurazioni tratte da episodi biblici, lotte allegoriche fra animali mostruosi e scene di vita quotidiana


Reggio Emilia, Civici Musei, mosaico romanico (IBC-Iconoteca)Poiché l'allestimento ottocentesco prevedeva l'installazione il muro di piccole sezioni musive rettangolari, prelevate in molti casi anche da un unico mosaico pavimentale molto esteso ma frammentario e collocate all'interno di casseforme di legno compattate negli interstizi con getti di gesso da presa, si è ritenuto opportuno eseguire il restauro in loco onde evitare inutili traumi da spostamento e rispettare i vecchi restauri ottocenteschi laddove erano ancora funzionali.

Reggio Emilia, Civici Musei, mosaico romanico (IBC-Iconoteca)La pulitura è stata condotta mediante soluzione acquosa di tensioattivo a cui è seguita la rimozione delle patine ingiallite cerose e oleose per mezzo di cotone e acetone e meccanicamente a bisturi. Dopo le consuete operazioni di consolidamento si è proceduto a integrare le lacune fra le tessere con malta di calce aerea addizionata a polveri di marmo colorate, e con l'aggiunta di una piccola percentuale di resina acrilica, così da conservare l'impatto estetico dovuto all'esposizione ottocentesca

Reggio Emilia, Civici Musei, mosaico romanico (IBC-Iconoteca)Infine, oltre alla necessaria manutenzione dei cartellini ottocenteschi in ottone e delle parti di cassaforma in legno a vista, si è proceduto a proteggere le tessere con un leggero velo di cera minerale lucidata a mano con panno di lana


Testo tratto da: Beatrice Orsini,  2000-2005: i diari del cantiere / 1, in "IBC", XIII, 2005

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pubblicato il 2012/07/23 11:15:00 GMT+2 ultima modifica 2019-01-23T14:48:00+02:00

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