"Villanova e Verucchio. Un'antica storia comune"

Una mostra dedicata nel 2017 alla storia comune che unisce i due musei tematici emiliano-romagnoli specializzati sulla prima età del Ferro, non solo per la scelta operata da ambedue le istituzioni di illustrare la cultura materiale delle aristocrazie villanoviane, ma anche perché l'indagine nei rispettivi territori fu compiuta nel secondo Ottocento da illustri protagonisti degli esordi dell'archeologia preistorica come i coniugi Gozzadini, Edoardo Brizio e Alessandro Tosi.

La mostra presentava i protagonisti delle scoperte effettuate nel territorio bolognese prossimo a Villanova e a Verucchio nel Riminese e valorizzava parte dei materiali che furono recuperati grazie alle loro esplorazioni. I coniugi Giovanni Gozzadini e Maria Teresa Serego Allighieri, tra il 1853 e il 1856, scavarono il sepolcreto di Caselle di S. Lazzaro di Savena, attiguo ai loro possedimenti di Villanova, mentre l'archeologo piemontese Edoardo Brizio, trapiantato a Bologna, e  Alessandro Tosi tra il 1893 e 1894 indagarono la necropoli del Lavatoio (poderi Ripa e Campo del Tesoro) di Verucchio.I materiali messi in luce costituiscono oggi una parte delle collezioni e dei percorsi di visita rispettivamente del Museo Civico Archeologico di Bologna e di quello di Verucchio.

 

L’evento costituiva un’importante occasione per ospitare al MUV i materiali verucchiesi normalmente esposti nella Sala III del Museo Civico Archeologico di Bologna dedicata proprio a Verucchio (podere Ripa), chiusa al pubblico insieme ad altre parti del percorso per lavori di manutenzione. L'esposizione si offriva anche un'opportunità per rivisitare e far conoscere al pubblico i metodi e le caratteristiche della ricerca archeologica nella loro evoluzione storica.

Al centro della Sala Gozzadini il percorso di visita si snodava a partire da una ricostruzione rievocativa volta a suggerire al visitatore  lo scenario che i ricercatori dovettero trovarsi di fronte quando intrapresero lo scavo, in un terreno ancora intatto, di alcune tombe a pozzetto del "Campo del Tesoro" nella necropoli verucchiese del Lavatoio. Nelle vetrine  si dispiegava invece una successione di reperti ad illustrare diversi aspetti del rituale funerario e della composizione dei corredi: ceramiche  legate alla cerimonia del banchetto funebre, oggetti di ornamento e di armamento, la cui presenza nelle sepolture era indirizzata non solo a rappresentare il momento di commemorazione del defunto, ma soprattutto a sottolinearne l'appartenenza di genere e il suo ruolo sociale all'interno della famiglia e della comunità.

La mostra è stata promossa da: Comune di Castenaso - MUV - Museo della Civiltà Villanoviana, Comune di Bologna - Museo Civico Archeologico, Comune di Verucchio -Museo Civico Archeologico, Soprintendenze Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara e per le province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini, Istituto Beni Culturali della Regione Emilia-Romagna.

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pubblicato il 2019/01/23 18:43:00 GMT+2 ultima modifica 2019-12-04T21:00:27+02:00

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