Dopo il cantiere: interventi di post-scavo e restauro

Una conversazione a più voci dedicata alle fasi operative susseguenti lo scavo archeologico, a partire dalle esperienze che hanno visto come oggetto di intervento le necropoli villanoviane di Marano e della nuova Chiesa. Nell'occasione sono stati resi noti i risultati del cantiere-scuola di restauro sostenuto da IBC e realizzato grazie alla partecipazione di giovani studenti universitari.

Gran parte delle idee che il grande pubblico nutre nei riguardi della riscoperta del passato nasce dalla convinzione che questa  si concluda con  il recupero delle sue reliquie materiali. In realtà,  lo scavo archeologico non è che l'inizio di una lunga catena operativa che, dopo la chiusura del cantiere, contempla una molteplicità di interventi di varia natura, definiti in gergo tecnico " post-scavo".

Così, a seconda delle circostanze e del contesto archeologico in cui si agisce, si potranno avere la sistemazione e prima manutenzione dei materiali in vista del loro immagazzinamento, oppure l'effettuazione di una serie di indagini aggiuntive quali la setacciatura a secco o ad acqua  di campioni o dell'intera matrice terrosa rimossa, oppure azioni di primo restauro atte a consolidare o restituire integrità ai reperti destinati allo studio o all'esposizione.

A questo importantissimo e impegnativo iter di lavoro  è stato dedicata la conversazione nel corso della quale si sono ripercorsi due dei più recenti scavi archeologici effettuati in territorio di Castenaso: la necropoli di Marano e il sepolcreto della nuova Chiesa.  In quest'ultimo caso, i reperti ceramici dei corredi funerari sono stati al centro di un'attività formativa e di orientamento specialistico, destinata a studenti e specializzandi in archeologia,secondo la metodologia del cantiere-scuola, ideata e sostenuta dall'IBC, in collaborazione con il Comune di Castenaso e il MUV - Museo della Civiltà Villanoviana, la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara, l'Università di Bologna. Per il recupero conservativo e la preparazione a fini museali di parte dei materiali ceramici della necropoli la formula prescelta dall'IBC, ampiamente collaudata in precedenti esperienze, si è rivelata la più adatta a offrire ai giovani un'opportunità per far loro prendere contatto concreto con l'insieme dei processi di gestione del patrimonio dell'antichità e a dare inizio alle attività di valorizzazione del patrimonio recuperato.

CARTOLINA_castenaso_mini.jpgDove, Quando, Chi

Castenaso - Museo MUV (14 maggio 2017).

Saluti di: Giorgio Tonelli (Comune di Castenaso), Luigi Malnati (Soprintendente Archeologia, belle arti e restauro per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara) e Fiamma Lenzi (IBC). Interventi di:Valentino Nizzo, Direttore del Museo nazionale etrusco di Villa Giulia - Lo scavo della Chiesa Nuova; Cristian Tassinari, Tecne s.r.l.- Dallo scavo al laboratorio; Tiziano Trocchi, Archeologo SABAP-BO - Lo scavo di Marano; Marco Marchesini, Università di Ferrara - La flottazione delle terre di rogo; Cristina Leoni, Ana Cecilia Hillar e i giovani partecipanti hanno presentato Il cantiere-scuola di restauro di ceramiche villanoviane: una testimonianza


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pubblicato il 2019/01/23 19:02:59 GMT+2 ultima modifica 2019-01-23T20:02:00+02:00

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