Dalla selva al palcoscenico

Il restauro del gonnellino amazzonico dei Musei Civici di Reggio

La “scoperta” nei depositi dei Musei Civici di Reggio Emilia che ha permesso di abbinare un costume in corteccia amazzonico a una fotografia stampata in un laboratorio della provincia brasiliana del Parà nella seconda metà del XIX secolo. La fotografia ritrae un cantante lirico che indossa quel costume. Le ricerche negli archivi del Museo hanno permesso di ricostruire la storia del costume e della foto e soprattutto hanno indotto ad affidare il primo alle mani esperte di un laboratorio di restauro, RT di Albinea, grazie ad un finanziamento erogato dalla Regione Emilia-Romagna attraverso l’IBC con il coordinamento di Iolanda Silvestri. Costume e fotografia si trovavano nei depositi del Museo di Reggio dal 21 Gennaio del 1970, quando furono acquisiti dal direttore Giancarlo Ambrosetti, che se ne fece carico nel momento in cui le collezioni etnografiche del Museo di Antichità di Parma, dove si custodivano da circa un secolo, furono disallestite nell’ambito di un progetto di riordinamento che privilegiava un percorso esclusivamente archeologico. Quell’importante nucleo collezionistico, che annovera materiali da continenti diversi, è stato in parte fuso con il patrimonio del Museo di Reggio nella sala di Etnografia al piano rialzato di palazzo San Francesco, in parte si conserva tuttora nei depositi, dove è oggetto di catalogazione (già consultabile in rete, sia pure in forma parziale) e di restauro, che procede per lotti di materiali.

Il gonnellino (mostra nei Chiostri di San Pietro a Reggio Emilia fino al 23 giugno 2012  in occasione di una delle mostre di Fotografia Europea), è realizzato con corteccia dipinta e ornata di piume e semi. Ad esso è abbinato un ornamento per il capo, una sorta di corona in corteccia con residui di piume rosse e verdi e di semi rossi. Meno sicuramente si collegano al gonnellino una collana formata da mezzi gusci con batacchi ed un’altra formata da conterie blu con un pendente in madreperla. Abito e ornamenti, di probabile manifattura indigena, sono gli stessi indossati dal tenore Ludovico Giarud nella foto che lo ritrae nelle vesti del protagonista dell’opera Il Guarany di Antonio Carlo Gomes (1870).

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pubblicato il 2020/01/02 10:52:15 GMT+2 ultima modifica 2020-01-02T10:52:17+02:00

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