Note biografiche Baldini

Antonio Baldini (Roma 1889-1962) cominciò a collaborare a "La Voce" nel 1912 e, dopo aver partecipato alla Grande Guerra, che gli ispirò il volume Nostro purgatorio (1918), fu tra i più significativi esponenti de "La Ronda", della quale parve impersonare, nello stile sorvegliato e nell’apparente distacco dalla realtà, il piano di restaurazione classicista. Collaboratore de "La Tribuna" e del "Corriere della sera", dal 1931 fu redattore e, per trent’anni quasi unico compilatore della "Nuova Antologia".
Scrisse sempre di sé, dei suoi viaggi, dei suoi amici, degli autori prediletti (Ariosto, Petrarca, Leopardi, Manzoni, Carducci), con umore costante e sorvegliatissimo che esprimeva una concezione della vita e dell’arte fatta di misura e di serena ironica contemplazione. Dopo l’esordio con Pazienze e impazienze di maestro Pastoso (1914), pubblicò nel 1920 Umori di gioventù e Salti di gomitolo, nel 1924 il suo titolo più noto, Michelaccio. Citiamo ancora, dalla sua vasta bibliografia Amici allo spiedo (1932), Italia di Bonincontro (1940), Il sor Pietro, Cosimo Papareschi e Tuttaditutti (1941).

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pubblicato il 2012/04/19 12:19:06 GMT+1 ultima modifica 2012-04-19T14:19:00+01:00

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