Incontrare il patrimonio

Il monumento mette radici: un nuovo itinerario per Bologna

Dal 26 novembre 2011 Bologna si arrichisce di un nuovo itinerario che coinvolge una selezione di grandi alberi dentro e fuori Bologna e sei biblioteche cittadine. Grazie alle installazioni di Rita Correddu e di Letizia Maestri, vincitrici del concorso “Il monumento mette radici. Concorso d'arte pubblica sotto e intorno all'albero”.

ilmonumentometteradiciIl concorso
Da anni la Regione Emilia-Romagna tenta di salvaguardare gli alberi di pregio grazie a una legge approvata pochi anni dopo la fondazione dell'ente, nel 1977, e sono oltre seicento gli alberi singoli, in gruppo o in filare, che la Regione ha posto sotto tutela con decreto del Presidente della Giunta dagli inizi degli anni Ottanta ad oggi. In questo periodo tante sono state le iniziative dedicate al paesaggio naturale: pubblicazioni, mostre, convegni e concorsi.

Dopo il concorso fotografico e la mostra sui “giganti protetti" dell'Emilia-Romagna che dal 2002 ininterrottamente continua a circuitare nei comuni della regione, l'Istituto Beni Culturali, in collaborazione con l'Accademia di Belle Arti di Bologna, il Comune di Bologna e la Fondazione Villa Ghigi, ha promosso un concorso d'arte pubblica, dal titolo “Il monumento mette radici”, rivolto ad artisti con esperienza nel campo della Land Art e della Public Art.

Con riferimento a una selezione di grandi alberi dentro e fuori Bologna, il bando proponeva di valorizzare la presenza degli alberi monumentali in aree urbane, sia verdi che edificate, mediante “interventi artistici capaci di creare un rapporto fra arte e contesto ambientale, culturale e identitario del paesaggio urbano e naturale”.

I vincitori
Nel mese di settembre la commissione del concorso ha deciso all'unanimità di premiare il progetto di Rita Correddu, dal titolo Everybody needs a place to think, per

  • “l'elevato valore artistico, raggiunto attraverso requisiti di funzionalità, poeticità e semplicità e anche grazie all'uso di innovative tecniche multimediali;
  • per la prevista attivazione di un'estesa partecipazione pubblica e per il positivo coinvolgimento delle biblioteche e dei loro spazi;
  • per la fattibilità ben descritta e credibile;
  • per la capacità del progetto di sviluppare relazioni tra la popolazione e i diversi alberi in un rapporto di quotidiana conoscenza, utile anche per creare una rete di connessioni tra vari punti della città;
  • per la possibilità che gli allestimenti realizzati restino disponibili all'uso per una lunga durata”.


Rita Correddu, laureata in Arte contemporanea al DAMS e in Storia dell’Arte nel corso di Laurea Specialistica dell’Università di Bologna, nel 2009 ha vinto il Premio Iceberg- giovani artisti dell'Emilia Romagna, per la sezione arte pubblica con il progetto "Un monumento per il Link" e nel 2011 rappresenta Bologna a Salonicco nella XV Biennale dei giovani artisti dell' Europa e del Mediterraneo. Con l'opera realizzata per il concorso Bologna si arricchisce di un nuovo itinerario culturale tra storia, natura e arte contemporanea.


Dal 26 novembre 2011, giornata inaugurale nell'ambito dell'annuale Festa degli Alberi, sei biblioteche cittadine (Salaborsa, la biblioteca “G. Guglielmi”, la biblioteca italiana delle Donne, la biblioteca “A. Cabral”, la biblioteca “L.Spina” e la biblioteca “O. Tassinari Clò”a Villa Spada) ospitano ciascuna una diversa installazione dell'artista in modo da coinvolgere complessivamente tutti e sei gli alberi oggetto del concorso (uno per installazione:

  • il Platano di Piazza Malpighi;
  • il Boschetto di querce ai Giardini Margherita;
  • la Sequoia del Giardino Vittorio Melloni;
  • la Roverella nel parco di Villa Ghigi;
  • il Bagolaro di Piazza Carducci;
  • la Farnia di Via del Bordone).

 

Gli utenti della biblioteca e tutti i “curiosi” possono disporre di questo “angolo”, ovviamente negli orari di apertura. E per facilitare gli spostamenti tra una sede e l'altra c'è una mappa che offre informazioni pratiche sulle biblioteche e sugli alberi coinvolti (vedi in allegato).


“A Bologna – spiega l'artista – sono state individuate sei diverse biblioteche nelle quali allestire i 'luoghi per ascoltare gli alberi'. Si tratta di un angolo destinato esclusivamente all'ascolto, comodamente seduti accanto ad una finestra. Per sentire, grazie a un dispositivo audio con delle cuffie, i suoni dell'albero: la sua 'voce', attraverso la rielaborazione delle frequenze sonore del suo 'esistere', ma anche i rumori che lo circondano. Sulla finestra è posta una tenda che riproduce l’immagine velata dell’albero, incorniciando così l’esperienza dell’ascolto”.

Le tracce audio sono sempre di quattro minuti e trentatré secondi: un omaggio a John Cage che nel 1952 realizzò 4'33” proprio  per “ascoltare il silenzio”. Scrive John Cage: “Il silenzio non esiste...Quello che ascoltando 4'33" alcuni credevano fosse silenzio, poiché ignoravano come ascoltare, è pieno di suoni accidentali. Alla prima esecuzione si poteva sentire, durante il primo movimento, il vento che soffiava dall'esterno.

Durante il secondo movimento gocce di pioggia cominciavano a picchiettare sul tetto, e durante il terzo la gente stessa produsse ogni genere di suono interessante parlando o uscendo dalla sala..." Rita Correddu offre, per la stessa durata, “sei composizioni di silenzi, in ascolto della voce degli alberi immersi nella città, nei giardini e nei parchi”.

 

Il concorso prevedeva anche una sezione dedicata agli allievi dell'Accademia di Belle Arti di Bologna. La vincitrice è Letizia Maestri che con le sue Soft stories ha coinvolto la grande farnia di Via del Bordone, unico tra gli alberi selezionati ad essere tutelato con decreto della Regione Emilia-Romagna.

La giuria ha premiato il suo lavoro “valutando positivamente l’attenzione data dal progetto all’identità del luogo e del contesto, all’idea di una memoria intesa in senso attivo e propulsivo verso il futuro, alla dimensione degli affetti e della vita quotidiana degli abitanti, all’aspetto ludico e giocoso capace di farsi elemento peculiare di un oggetto di design”.

L'artista ha realizzato 5 grandi cuscini di materiale trasparente e resistente all’esterno, che recano le tracce della storia della grande quercia e dei cambiamenti che il paesaggio attorno ad essa ha vissuto nel corso del tempo. Ogni cuscino racconta una storia attraverso le immagini che contiene: mappe, foto storiche e carte ci parlano dell'albero e della vita intorno all'albero nel corso del tempo, da quando l'edificio che gli è accanto era scuola elementare, poi biscottificio e oggi confortevole bed & breakfast.

“Installati intorno all’albero – spiega l'artista - i cuscini creano un luogo di memorie, di incontro e di scambio di racconti su quel luogo”. Anche grazie al supporto audio che permette di condividere la viva voce degli abitanti e le loro storie raccolte e selezionate per l'occasione.

La farnia è in proprietà privata ma, grazie alla disponibilità del bed & breakfast "la quercia antica", è possibile accedere su richiesta a info@laquerciaantica.it .

 

Per approfondire:

 

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pubblicato il 2012/09/06 16:30:00 GMT+2 ultima modifica 2013-05-08T17:20:00+02:00

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