Incontrare il patrimonio

Una tigre da accarezzare

A tu per tu con il Museo internazionale delle ceramiche di Faenza

Camminare sulla coda di una tigre... senza che si volti e ci azzanni: è questo il modo migliore di procedere nei momenti difficili della vita. Almeno secondo l’“I-Ching”, l’antico “Libro dei Mutamenti” della tradizione cinese.
Eppure, guardando la coda della piccola tigre esposta nel Museo internazionale delle ceramiche di Faenza, così sottile e così delicata nel suo incurvarsi, a chi verrebbe mai in mente di camminarle sopra? Molto meglio, potendo, sfiorarla appena con una carezza! 

Museo internazionale delle ceramiche, Faenza - Statua raffigurante una tigre, Giappone, Mikawachi, inizio XIX sec., porcellana Hirado, cm 11x14. Inv. 4207

Questo oggetto prezioso proviene da Mikawachi, nel sud del Giappone, ed è stato creato dai maestri ceramisti all’inizio del 1800. È un esemplare della porcellana Hirado, che si distingue tra l'altro per l’utilizzo del blu cobalto, steso a tocchi sapienti sulle superfici bianchissime garantite dagli impasti di caolino puro.
Il minerale argilloso che deve il suo nome alla collina di Kau-ling, in Cina, è tuttora la materia prima più importante per l’industria ceramica, grazie alla sua capacità di formare una pasta resistente ma ben modellabile, che con la cottura diventa candida e durissima.

Gli studiosi della preistoria fanno risalire i più antichi esemplari di manufatti in ceramica a circa 14.000 anni fa, quando i Jomon, gli antichi abitanti dell'arcipelago nipponico, già conoscevano la magia naturale del fuoco che cuoce l'argilla e trasforma una materia molle e umida in un supporto secco e resistente. Ma torniamo alla nostra tigre dalla lunga coda: ancora oggi i giapponesi chiamano “okimono” queste sculture in miniatura; seguendo un’antica tradizione, le inseriscono nei “tokonoma”, le piccole alcove rialzate che, all’interno delle abitazioni tradizionali, vengono consacrate alla contemplazione della bellezza.
Anche noi possiamo avere lo stesso privilegio, e non occorre volare fino in Giappone: basta raggiungere il MIC, nel centro di Faenza, dove il piccolo felino è in compagnia di altri 400 manufatti provenienti dai principali centri di produzione ceramica dell’Asia, quelli che hanno fatto la storia del commercio internazionale della porcellana, dalle carovane di Marco Polo alle flotte armate dalle Compagnie delle Indie Orientali.

Per saperne di più e progettare una visita c’è PatER: il catalogo del patrimonio culturale dell’Emilia-Romagna. Buon viaggio!


Foto > Museo internazionale delle ceramiche, Faenza - Statua raffigurante una tigre, Giappone, Mikawachi, inizio XIX secolo, porcellana Hirado, cm 11x14 - Inventario 4207 


Vittorio Ferorelli
051 527 89 88 - 051 543 347

 

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pubblicato il 2020/02/25 12:13:00 GMT+2 ultima modifica 2020-07-27T17:35:56+02:00

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