Dai Musei di Qualita’ al Sistema Museale Regionale dell’Emilia-Romagna

Presentato a Bologna il Sistema Museale Regionale, protagonisti i 546 musei pubblici e privati del territorio

L’adozione dei Livelli Uniformi di Qualità (LUQ) per i musei e l’attivazione del Sistema Museale Nazionale da parte del Ministero per i beni e le attività culturali (DM 113/2018) sono l’occasione per la Regione Emilia-Romagna di progettare il “Sistema Museale Regionale” definendo obiettivi e azioni concrete da realizzare nel corso del prossimo triennio.

Il processo di riconoscimento regionale (DGR 1450/2018) basato sui Livelli Uniformi di Qualità costituirà quindi il primo passo di un processo di crescita in termini qualitativi dei musei emiliano-romagnoli, allo scopo di migliorare la loro offerta di servizi, favorire lo scambio di buone pratiche e promuovere la messa in rete di risorse e idee in un’ottica comunitaria e di ampio respiro.

A Bologna, lunedì 8 aprile, alla Terza Torre della Regione della Regione Emilia-Romagna, in occasione di un incontro rivolto ai responsabili dei musei della regione è stato presentato il nuovo Sistema Museale Regionale dell’Emilia-Romagna.

Si tratta di un processo che si svilupperà nel corso dei prossimi tre anni, in continuità con le azioni di riconoscimento dei “Musei di Qualità” avviate a partire dal 2003, e ha origine dall’attivazione del Sistema Museale Nazionale e dall’adozione dei Livelli Uniformi di Qualità (LUQ) per i musei da parte del Ministero per i beni e le attività culturali.

Ispirato alle migliori pratiche internazionali sul tema, il documento sui LUQ prevede ben 112 parametri suddivisi in tre ambiti principali - Organizzazione, Collezioni e Comunicazione e Rapporti con il territorio - che rappresentano una matrice per il rispetto degli standard minimi e l’individuazione di obiettivi di miglioramento per tutti i musei italiani.
 

Per la Regione Emilia-Romagna il percorso è coordinato dall’Istituto Beni Culturali della Regione Emilia-Romagna (IBC) e sarà improntato alla condivisione e alla partecipazione di tutti gli attori coinvolti: Stato, Regione, Enti Locali, Università,  Privati e professionisti museali.
Il processo di riconoscimento regionale basato sui Livelli Uniformi di Qualità costituirà il primo passo di un processo di crescita in termini qualitativi dei musei emiliano-romagnoli, allo scopo di migliorare la loro offerta di servizi, favorire lo scambio di buone pratiche e promuovere la messa in rete di risorse e idee in un’ottica comunitaria e di ampio respiro.

L’assessore alla Cultura della Regione, Massimo Mezzetti, aprendo i lavori ha rilevato l’importanza di governare la complessità nel rispetto delle diversità, anche territoriali, ed evidenziando il ruolo del patrimonio culturale nel processo di autonomia ‘differenziata’ avviato di recente dell’Ente.
Antonio Lampis, direttore Generale Musei del Ministero per i beni e le attività culturali, ha sottolineato la rilevanza del progetto del Sistema Museale Nazionale che si propone di connettere in rete gli oltre 5.000 musei italiani, portandoli gradualmente a raggiungere i Livelli Uniformi di Qualità. Mario Scalini, direttore del Polo Museale dell’Emilia-Romagna del Ministero per i beni e le attività culturali ha parimenti ribadito la necessità di fare sistema anche condividendo le professionalità specialistiche che operano nei musei.
Vincenzo Santoro, responsabile Cultura e turismo dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI), ha sostenuto l’importanza di una visione strategica che sia in grado di mettere a sistema le risorse disponibili anche per sostenere i musei situati nelle aree più deboli.  Per Tiziana Maffei, presidente del Comitato Italiano dell’International Council of Museums (ICOM), il processo del Sistema Museale Nazionale deve promuovere i musei come luoghi di conoscenza, costruzione del pensiero critico e creativo, responsabilità e benessere.
Per l’IBC, il presidente Roberto Balzani ha evidenziato l’emergere di un nuovo “paesaggio patrimoniale” prodotto dal crescente processo di “patrimonializzazione” di cose, oggetti virtuali, pratiche. Questo ampliamento del campo del patrimonio dagli oggetti alle relazioni impone di concentrarsi su temi quali l’integrazione sociale (immigrazione, disabilità); l’attivazione di percorsi educativi innovativi; i processi di solidarietà territoriale. Il direttore Laura Moro ha evidenziato le finalità del percorso triennale volto alla costituzione del Sistema Museale Regionale, teso a coniugare gli aspetti culturali con quelli gestionali, l’accreditamento con un processo di crescita complessivo. Strumento di questo percorso, la governance partecipata prevede l’attivazione sul territorio regionale di tavoli tecnici tematici e tavoli territoriali che affiancheranno un comitato istituzionale. Infine Claudio Leombroni, responsabile del Servizio Biblioteche Archivi Musei e Beni Culturali, ha evidenziato le caratteristiche – titolarità, temi, numero di visitatori, struttura organizzativa, supporto regionale attraverso i piani museali - dei 546 musei del territorio e le diverse tappe del percorso. Si parte con un questionario rivolto ai responsabili dei musei per indagare sugli ambiti tematici di maggior interesse e sulle azioni ritenute prioritarie per l’avvio di un sistema museale aperto, condiviso e integrato sul territorio.

programma della giornata

questionario online

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Pubblicato il 20/09/2019 — ultima modifica 20/09/2019

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