CULTURA: Dedicato alla legge regionale sui i dialetti (n. 16 del 18 luglio 2014) il dossier della rivista online dell’Istituto Beni Culturali (IBC).

Bologna - Contiene la sintesi dei risultati raggiunti nel 2016 e nel 2017 da ciascuno dei progetti beneficiari di contributo e propone gli interventi di poeti e studiosi il dossier La Regione e le sue lingue. Progetti e autori per raccontare l’attualità del dialetto.

CULTURA: Dedicato alla legge regionale sui i dialetti (n. 16 del 18 luglio 2014) il dossier della rivista online dell’Istituto Beni Culturali (IBC).

Bologna - Contiene la sintesi dei risultati raggiunti nel 2016 e nel 2017 da ciascuno dei progetti beneficiari di contributo e propone gli interventi di poeti e studiosi il dossier La Regione e le sue lingue. Progetti e autori per raccontare l’attualità del dialetto.

Si intitola La Regione e le sue lingue. Progetti e autori per raccontare l’attualità del dialetto il dossier che uscirà, entro agosto, con il n. 2 della rivista online dell’Istituto per i beni culturali http://rivista.ibc.regione.emilia-romagna.it/la-rivista-ibc. Curato da Ivan Orsini, il dossier sottolinea il rinnovato impegno dell’IBC nei confronti di questo segmento non secondario della nostra cultura e dell’attualità che ha nei processi di comunicazione.

La prima legge regionale sui dialetti fu la n. 45 del 7 novembre 1994, ad essa è subentrata la n. 16 del 18 luglio 2014. L’IBC è stato nuovamente investito del compito di elaborare la programmazione, a livello regionale, delle iniziative dirette e di quelle proposte dal territorio, finalizzate alla salvaguardia e valorizzazione dei dialetti emiliano-romagnoli.

 

La novità più consistente nell’avvicendamento delle due leggi riguarda il cambio di interlocutore per l’Istituto: non più le Province bensì il “Comitato scientifico per la salvaguardia, la valorizzazione e la trasmissione dei dialetti dell’Emilia-Romagna” (cfr. art. 5 della L.R. 16/2014). 

La nuova legge regionale è entrata regime solo verso la metà del 2016.

I bandi pubblicati nel 2016 e nel 2017 invitavano alla presentazione di progetti incentrati su: studi e ricerche sui dialetti locali; seminari, convegni e/o corsi di aggiornamento; progetti e sussidi didattici nelle scuole per la diffusione della cultura legata ai dialetti dell'Emilia-Romagna fra le nuove generazioni, privilegiando, in particolare, gli incontri fra giovani e anziani nell'ottica dello scambio intergenerazionale; manifestazioni, spettacoli e altre produzioni artistiche, nonché iniziative editoriali, discografiche, televisive e multimediali.

Potevano presentare richiesta di contributo:

Comuni, Unioni di Comuni e altre forme associative tra almeno tre Comuni; associazioni, fondazioni, istituzioni e enti morali senza fine di lucro.

 

Il dossier presenta la sintesi dei risultati raggiunti nel 2016 e nel 2017 da ciascuno dei progetti beneficiari di contributo e, attraverso gli interventi qui riuniti, propone la cifra di un dialogo che l’Istituto mantiene con le istituzioni culturali e con i protagonisti della cultura nelle sue diverse manifestazioni.

Gli autori che hanno accolto l’invito a scrivere per la rivista delineano la contemporaneità e l’attualità giovane dei dialetti: voci della Romagna, i poeti Giuseppe Bellosi e Annalisa Teodorani, e l’etnomusicologa Cristina Ghirardini. Voci dell’Emilia i professori dell’Università di Bologna Alberto Bertoni, Bruno Capaci, il poeta Stefano Delfiore, il poeta Emilio Rentocchini. Ma anche l’illustratore Claudio Bianconi e il poeta Carlo Falconi, il duo “I Balconi”, autori del volume “Gramêgna” con il loro contributo di immagini e versi, che corredano il dossier, hanno realizzato un ulteriore segmento su questa riflessione sul dialetto e la sua peculiarità.

Ricordiamo che la Fondazione Casa Oriani dal 2016 è stata impegnata, dietro mandato dell’IBC, in un lavoro di catalogazione di fondi audiovisivi concernenti anche il dialetto, lavoro svolto in vista della creazione di una importante rete telematica di archivi regionali.

  

L’impegno dell’IBC in questo ambito si è stratificato in decenni di ricerche e rapporti (si pensi alla collaborazione con Roberto Leydi e Tullia Magrini già nella fine degli anni Settanta) divenendo un collante capace di alimentare non solo la memoria di una antropologia geografica e intellettuale, ma anche una proiezione costante sul futuro.

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Pubblicato il 18/10/2018 — ultima modifica 18/10/2018

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