8/5/2014, Ename (Belgio), l’Istituto per i beni culturali della Regione Emilia-Romagna (IBC), unico partner italiano del progetto europeo CEC - Cradles of european culture, è tra i curatori della mostra internazionale The Legacy of Charlemagne (L’eredità

Un progetto per riflettere sulle radici dell’Europa

L’Istituto per i beni culturali della Regione Emilia-Romagna (IBC) è l’unico partner italiano del progetto europeo  CEC - Cradles of european culture -  che racconta la storia dell’eredità dell’impero di Carlo Magno, a partire dall’epoca immediatamente successiva, quella degli imperatori Ottoni fino al secondo dopoguerra e al crollo del Muro di Berlino.

Anno cruciale questo 2014 per l’Europa: oltre ad una scadenza elettorale che si annuncia non priva di rischi e che formerà gli organismi politici dell’Unione su basi completamente nuove, sul piano, apparentemente più tranquillo, della ricerca storica, questo è anche l’anno di un anniversario di particolare spessore: il 28 gennaio 814 moriva Carlo Magno.

All’interno del progetto europeo CEC si sta realizzando anche una mostra internazionale dal titolo “The Legacy of Charlemagne (L’eredità di Carlo Magno) 814–2014”, che si terrà ad Ename, in Belgio presso il Provinciaal Erfgoedcentrum,  dal 10 maggio  al  30 novembre 2014. L’IBC sta offrendo un importante contributo scientifico all’iniziativa della quale è uno dei curatori.

La mostra, che ha coinvolto 10 partners europei, sarà inaugurata l’8 maggio prossimo ad Ename, alla presenza del Presidente del Consiglio d’Europa, Herman van Rompuy.

Carlo Magno è da molti considerato come uno degli antesignani dell’unità europea, perché artefice di quel Sacro Romano Impero che si poneva in ideale continuità con l’impero romano, in realtà la sua costruzione politica fu da subito incrinata da divisioni che si prolungarono nei secoli, sul piano politico e religioso.

1200 anni dopo, il progetto CEC, Cradles of european culture e la mostra internazionale propongono la storia dell’eredità di quell’impero.

Dopo secoli di lotte sanguinosissime, derivate anche da abusi nefasti della storia, dalle ceneri della tragedia bellica rinasce infine il sogno di un’Europa unita, ispirato al motto “unity in diversity”.

In realtà, fra le molte radici vere e presunte dell’unità europea, l’unica che abbia una reale continuità storica è quella culturale.

E’ il patrimonio culturale che costituisce il fil rouge che lega le vicende della storia europea. Ed è su quel patrimonio che si concentra sia la ricerca del team IBC ad Ename, sia l’edizione italiana della mostra, che avrà carattere didattico e sarà allestita a Ravenna dal 4 ottobre prossimo.

L’esposizione, dal suggestivo titolo IMPERIITURO - realizzata in collaborazione con il comune di Ravenna e la Fondazione RavennAntica - avrà per tema la Renovatio Imperii, cioè la trasmissione dell’idea imperiale che dall’antichità si prolunga fino all’Europa di Carlo Magno e degli Ottoni e arriva ai giorni nostri, attraverso un patrimonio culturale, quello di Ravenna, che è una vera cerniera nel tempo (dall’Antichità al Medioevo) e nello spazio (da Roma e Bisanzio verso l’Europa continentale)

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Pubblicato il 09/07/2014 — ultima modifica 09/07/2014

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