19/6/2014, Bologna, presentazione volume “Flora del Ferrarese” di Filippo Piccoli, Mauro Pellizzari e Alessandro Alessandrini. Il volume è l'esito di un progetto pluridecennale frutto di esplorazioni sistematiche del territorio

Un volume prezioso

Un libro atteso e importante “Flora del Ferraresedi Filippo Piccoli, Mauro Pellizzari e Alessandro Alessandrini (con la collaborazione di Lisa Brancaleoni, Giampaolo Balboni e Nicola Merloni), pubblicato dall’editore Longo di Ravenna. Si presenta a Bologna, giovedì 19 giugno, alle 17.30, alla Biblioteca Guglielmi dell'IBC in via Marsala, 31. Intervengono Angelo Varni, presidente dell'IBC e gli autori.

Il libro è frutto di un progetto pluridecennale ed è risultato di esplorazioni sistematiche e quanto più accurate possibile del territorio. Sono stati analizzati sia i lembi di maggiore e più noto valore naturalistico, come il Delta del Po (il Gran Bosco della Mesola, le zone umide salmastre, le dune costiere), le Dune di Massenzatica, la Foresta Panfilia, Campotto e Valle Santa. Ma sono stati esplorati anche luoghi meno importanti, in quanto più modificati, ma ricchi di specie diverse e per gran parte di origine esotica: le aree urbane, i canali, i campi, le aree industriali dismesse, le aree ferroviarie.

Da oltre un secolo non veniva pubblicato un catalogo della flora del Ferrarese. Risale infatti al 1909 il “Contributo alla flora vascolare della Provincia di Ferrara” di Revedin.
Da quel tempo ormai molto lontano molte cose sono avvenute e i cambiamenti hanno influito anche sulla flora che – sapendola leggere ed interpretare – è un fedele indicatore dello stato del territorio e delle sue modificazioni.

Confluiscono qui anche i dati raccolti dai predecessori, a partire dai botanici ottocenteschi, esponenti della Scuola Botanica Ferrarese che tanto lustro ha dato alla città. Le loro opere a stampa, ma anche i campioni essiccati oggi conservati nell’Erbario ferrarese sono stati analizzati e archiviati. E’ stata così trovata testimonianza della presenza, storica e attuale, di oltre 1300 entità sistematiche diverse.  Tra queste un numero significativo è oggi scomparso; soprattutto si tratta di piante di ambienti umidi, ma anche commensali di colture. Molte piante sono state rinvenute per la prima volta e se ne dà notizia proprio in questa sede.

L’analisi delle modificazioni della flora permette di trarre alcune conferme del considerevole aumento della pressione dell’uomo sull’ambiente che viene testimoniato dall’impoverimento della flora originaria e dal forte incremento della flora esotica ma anche di quella genericamente ruderale. Sono fenomeni generali che anche nel Ferrarese si esprimono con evidenza.
La Flora del Ferrarese non è una guida al riconoscimento; tuttavia un significativo apparato fotografico permette di farsi un’idea di alcune delle piante trattate e anche della loro rasserenante bellezza

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Pubblicato il 09/07/2014 — ultima modifica 09/07/2014

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