Donne e lavoro un’identita’ difficile. 1860 | 1960 lavoratrici in Emilia-Romagna

La mostra, a cura di Rossella Ropa e Cinzia Venturoli, illustra per immagini e temi gli aspetti principali del complesso rapporto fra la donna lavoratrice e il mondo della produzione, e il processo di trasformazione dell’identità femminile (individuale e collettiva) nella società italiana del XX secolo.

Donne e lavoro

La ricerca – con focus sull’Emilia-Romagna – affronta la tematica, ripercorrendo in oltre 40 pannelli i tempi e le fasi della inclusione/esclusione femminile nel mondo del lavoro, individuandone cause e ragioni.
Dalla difficoltà di accedere ad occupazioni ritenute ‘naturalmente maschili’ di fine Ottocento-inizio Novecento, si passa a delineare il riconoscimento ad esercitare tutte le professioni ottenuto dopo la prima guerra mondiale, riconoscimento tuttavia negato durante il periodo fascista, e si arriva infine al raggiungimento della parità duramente conquistata con le lotte degli anni 1950-1960.
La narrazione, dall’Unità d’Italia agli anni Sessanta del secolo scorso, prende in esame gli ambiti lavorativi esclusivamente femminili, le loro caratteristiche (salari più bassi, status inferiore, minore qualificazione) e la loro evoluzione; le riviste, le associazioni e le donne che portano avanti le richieste delle lavoratrici; le filosofie sul tema del lavoro che dominano lo spazio comunicativo e sociale; la legislazione (protettiva, discriminatoria, espulsiva) connessa a tali visioni del lavoro; le conseguenze sulle strutture sociali e sulla mentalità dominante.

L’allestimento

L’allestimento, a cura di Pablo Comunicazione, comprende 43 pannelli di cui 1 introduttivo alla mostra.
Due le sezioni principali. La prima, “Dall’Unità d’Italia alla prima guerra mondiale”, prende in esame gli ambiti lavorativi femminili, dalle attività tradizionali (le mezzadre, le braccianti, le risaiole, le lavandaie, le domestiche, le lavoranti a domicilio, le lavoratrici dell’ago, le operaie) ai lavori di cura (le balie, le levatrici, le infermiere, le crocerossine), alle lavoratrici dello Stato (le tabacchine, le impiegate, le maestre). Seguono approfondimenti sulle lotte delle donne in campagna e in città e sulla legislazione dedicata al lavoro femminile.
Dopo un focus sul lavoro femminile durante il primo conflitto mondiale, si apre la seconda sezione “Dal regime fascista agli anni Sessanta”, suddivisa in due parti: “Il fascismo e la seconda guerra mondiale” (La missione della donna nella propaganda fascista; Le donne organizzate: fasci femminili e sezioni operaie e lavoranti a domicilio; Massaie rurali e donne in Africa; Nelle fabbriche; Lavorare in campagna; I littoriali femminili del lavoro; Donne in guerra), e “Dal dopoguerra agli anni Sessanta” (Votare ed essere votate. Donne sulla scena pubblica; Il diritto al lavoro; La legislazione; Richieste e rivendicazioni per il lavoro in campagna e in fabbrica; Le operaie; Il lavoro a domicilio: mutamenti e persistenze; La campagna; Mestieri e professioni).

Donne e lavoro. Un identità difficileIl volume

Per l’occasione è stato pubblicato un volume, sempre di Rossella Ropa e Cinzia Venturoli, dal titolo “Donne e lavoro: un’identità difficile. Lavoratrici in Emilia-Romagna 1860-1960”, all’interno della collana ERBA (Emilia-Romagna Biblioteche e Archivi) dell’IBC- Soprintendenza beni librari e documentari (ERBA, n. 70; Editrice Compositori, Bologna).

Il volume e la mostra sono realizzati nell’ambito delle iniziative del Comitato per le celebrazioni del 60º anniversario della Costituzione Italiana composto da Regione Emilia- Romagna, Provincia di Bologna, Comune di Bologna, Ufficio Territoriale di Governo di Bologna, Alma Mater Studiorum Università di Bologna e Ufficio Scolastico Regionale.

 

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Pubblicato il 11/06/2012 — ultima modifica 27/06/2017

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