La biblioteca "Giuseppe Guglielmi"

La biblioteca dell'Istituto Beni Culturali, intitolata alla memoria di Giuseppe Guglielmi poeta, traduttore e primo direttore dell'IBC, è aperta al pubblico nei saloni affrescati di Palazzo Leoni in via Marsala 31, nel centro storico di Bologna.

Sala di consultazione della biblioteca Giuseppe Guglielmi (Archivio IBC, Andrea Scardova)

Una nuova casa per i libri dell'IBC

Nata negli anni Settanta come ausilio all'attività di ricerca dell'IBC, la raccolta conta oggi circa 40.000 volumi, riguarda numerose aree di interesse specifico, con un particolare riferimento al territorio dell’Emilia-Romagna.

Una sezione speciale raggruppa tutta la produzione editoriale dell’IBC, ma l’intera collezione rappresenta, sotto forma di libri, il percorso e le scelte di politica culturale compiuti dall’ente. 

 

L’intera raccolta è resa disponibile a tutti, con la possibilità di effettuare la ricerca libera a scaffale aperto e di partecipare alle iniziative che valorizzano il patrimonio conservato e promuovono la conoscenza dei beni culturali.

Aprendo al pubblico la biblioteca, sono state restituite alla città le sale prestigiose di Palazzo Leoni. Le ricerche promosse dall’IBC hanno permesso di riscoprire la funzione di polo culturale svolta tra la fine del Cinquecento e fino a tutto il Seicento da Palazzo Leoni, vero e proprio polo della vita intellettuale bolognese.

 

Particolare di affresco, Palazzo Leoni Bologna (Archivio IBC, Andrea Scardova)

Il committente degli affreschi, Vincenzo Leoni (1523-1600), primo Presidente dell’Accademia degli Ardenti, aveva allestito nel palazzo una ricca biblioteca, della quale è stato ritrovato l’inventario.
La libreria doveva essere organizzata nel salone che oggi ospita la Biblioteca dell’IBC, come testimoniano le simbologie emblematiche raffigurate nel registro inferiore degli affreschi, un tipo di decorazione utilizzato per decorare le biblioteche e i luoghi di studio.
I Leoni furono “Accademici Ardenti” fino al 1691. A metà del Settecento il cardinale Vincenzo Malvezzi Locatelli Leoni fu presidente dell’Accademia Filarmonica, il cui motto, “DISCORDIA CONCORS”, figura tra le iscrizioni che ornano le pareti.

L’amore per la cultura spiega il carattere colto del fregio superiore, opera di allievi di Nicolò dell’Abate ispirata al II e al IV libro dell’Eneide, che rappresenta la più fedele traduzione iconografica nota del testo originale, quasi una versione dal latino “in pittura”.
Da segnalare, nell’antisala con Le Storie di Enea e Didone attribuibili ad Orazio Samacchini, la presenza di due riquadri che riprendono due scene dipinte nella Rocca Sanvitale di Sala Baganza da Ercole Procaccini (1555 circa).

 

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Pubblicato il 18/05/2012 — ultima modifica 27/02/2014
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