Sulle tracce di una regione. Itinerari visuali, socio-economici e culturali in Emilia-Romagna

A Bologna presentato il volume realizzato dalla Presidenza della Giunta regionale su progetto dell’IBC. Una nuova idea di regione raccontata attraverso approfondimenti e immagini d’autore

Uno sguardo sintetico della regione Emilia-Romagna a partire da prospettive che intersecano più piani narrativi. Immagini d’autore e punti di vista disciplinari diversi che guidano il lettore alla scoperta di una regione viva, che si muove veloce, animata da flussi tutti da raccontare. E’ il volume “Sulle tracce di una regione. Itinerari visuali, socio-economici e culturali in Emilia-Romagna”, presentato il 18 febbraio alla Biblioteca Guglielmi dal presidente della Regione Stefano Bonaccini, dal presidente dell’Istituto Beni Culturali Roberto Balzani e da Franco Farinelli, ordinario di Geografia all’Università di Bologna.

Il volume in italiano e inglese, realizzato dalla Presidenza della Giunta regionale su progetto dell’Istituto Beni Culturali, è a cura di Claudia Collina, Danilo Montanari Editore, (pp.208), e contiene gli interventi di 12 autori letterari e 3 visuali per raccontare quella che il presidente Bonaccini nella presentazione definisce “una regione attraente, tecnologicamente e culturalmente avanzata, che si muove ed è in salute”.

“Una terra di cultura, di fascino e saperi, di sguardi ed esperienze, di piazze e paesaggi, di manualità artigiana e aziende, di angoli spesso nascosti ma bellissimi- afferma il presidente Bonaccini- E’ l’Emilia-Romagna, le cui qualità sono riflesse in questo libro, ideato dal presidente dell’Istituto Beni Culturali, Roberto Balzani, che raccoglie una polifonia di voci e occhi narrativi, offrendo diverse prospettive della realtà territoriale, culturale e socioeconomica di questa regione. Nel volume, gli scrittori hanno raccontato itinerari anche inconsueti, accompagnati da foto d’autore, da cui emerge un mosaico di situazioni, di potenzialità culturali straordinarie e in continua trasformazione verso soluzioni innovative, che traggono linfa dalle radici di questi nostri territori. Il libro, in fondo, è una grande istantanea della società dell’Emilia-Romagna, estremamente viva, sempre in cammino ma saldamente ancorata alla concretezza, al lavoro, alle radici e all’innovazione, sia essa culturale, economica e tecnologica”.

"Una regione non è solo un insieme di politiche - sottolinea il presidente dell’IBC Roberto Balzani - ma è anche una visione, un insieme di persone, di territori e di attività. Che va interpretato. In Emilia-Romagna, fin dall'origine dell'ente regione, questo sforzo di lettura è sempre stato compiuto".

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I contenuti del volume:
Dopo l’introduzione del presidente della Regione Stefano Bonaccini, il presidente dell'IBC Roberto Balzani disegna le traiettorie di un “paesaggio di flussi”, tra le verticalità di torri e campanili, da Piacenza a Rimini; Franco Farinelli, con orizzontalità geografica, rileva “la nozione di centralità, appunto l’assenza di una condizione di dominio: qualcosa che in Emilia Romagna contraddistingue non soltanto la natura della relazione tra una città e l’altra ma esprime anche la genetica concezione popolare e democratica”; Bruno Simili restituisce un’istantanea della società in piena trasformazione demografica ma saldamente ancorata a “il fare, il lavoro, la concretezza, che ancora oggi distinguono le genti”; Gino Ruozzi compie un viaggio nel tempo della letteratura con la “prospettiva lunga e avvolgente delle pianure, capace di produrre industrie e sogni, sull’onda rinascimentale dei cavalieri di Matteo Maria Boiardo e di Ludovico Ariosto così come dei novecenteschi ‘narratori delle pianure’ di Gianni Celati; Claudia Collina s’incammina sulle rotte culturali transnazionali che collegano la regione all’Europa, itinerari promotori “di dialogo interculturale e di cittadinanza attiva nella protezione, promozione e valorizzazione dei territori attraverso i beni culturali, materiali e immateriali, sedimentati e stratificati”;
Isabella Fabbri traccia la via della musica, tra passato e presente, perché “nei teatri e nelle piazze, la musica continua a scorrere”; Federico Petroni illumina le peculiarità geopolitiche internazionali di questa “terra di frontiera”, tema ripreso sotto altri aspetti da Valeria Cicala che sottolinea come la “Via Emilia, sia in un percorso museale interattivo, ‘on the road’ che ci ricorda che questa strada è stata la nostra frontiera”; Cristina Bianchetti illumina la città adriatica in quel “bordo di strass che Pier Vittorio Tondelli vedeva già negli anni 80: linea esile e continua lungo la costa di quella pianura liquida che è l’Adriatico, spazio che unisce più che allontanare”; Andrea Giuntini evidenzia che “il tessuto connettivo costituito dalle reti infrastrutturali rappresenta la pietra angolare, sulla quale si fonda il funzionamento di ogni sistema complesso”; Franco Mosconi pone l’accento su le sfide economiche della globalità e le performance che il ‘modello emiliano’ ha innescato per “trovare in sé le forze per trasformarsi, adeguandosi al nuovo contesto competitivo: da qui l’idea di una “metamorfosi” del modello già teorizzata dall’autore. Claudio Spadoni, infine, traccia una mappatura dei paesaggi della regione dipinti dagli artisti nel corso dei secoli, “tracce iconografiche”, testimonianze imprescindibili della ricchezza del patrimonio artistico dell’Emilia-Romagna, da valorizzare collegato al suo contesto paesistico in continua mutazione. Con narrazione visiva parallela, costituita da126 immagini. Silvia Camporesi, Luciano Leonotti e Luca Bacciocchi hanno interpretato i luoghi della regione attraverso le rispettive peculiarità stilistiche della loro arte.

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Pubblicato il 18/02/2019 — ultima modifica 14/02/2019

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