L'IBC in audizione alla Camera dei Deputati sulle buone pratiche di diffusione culturale

Il 5 dicembre, alle 11.30, in diretta su "Camera Web TV", l'IBC presenta il progetto di alternanza scuola-lavoro vincitore del concorso "Io Amo i Beni Culturali", svolto in partenariato dal Liceo scientifico “Enrico Fermi” e dalla Biblioteca provinciale dei Frati minori cappuccini di Bologna

Il 5 dicembre 2017, alle ore 11.30, la Commissione Cultura della Camera dei Deputati, nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulle buone pratiche della diffusione culturale, svolge le seguenti audizioni: Paolo Petrocelli, presidente Unesco Giovani; Valentina Galloni, IBC; Eugenia Dubini e Alberto Ibba, editore e fondatore e direttore di Nn Editore Srl; Anna Maria Guiducci, soprintendente Abap (Architettura Belle Arti e Paesaggio); Vito Lattanzi, funzionario direzione generale Musei; Maria Mangiavacchi, funzionaria storica dell'arte, Polo museale della Toscana/Pinacoteca Nazionale di Siena; Marzia Minetti, funzionaria amministrativa, Polo museale della Toscana/Pinacoteca Nazionale di Siena; Irene Sbrilli, segreteria progetto Musst; Rosa Scapin, direttrice generale e artistica di Operaestate Festival e del Centro per la scena contemporanea del Comune di Bassano del Grappa; Giovanni Cunico, assessore alla Cultura del Comune di Bassano.

DIRETTA WEB TV DELLA CAMERA DEI DEPUTATI

IL PROGETTO: De Inquisitione Librorum Prohibitorum

presentato da:
Valentina Galloni
Istituto Beni Culturali della Regione Emilia-Romagna

Elisabetta Zucchini
Biblioteca provinciale dei Frati minori cappuccini, Bologna

Il progetto di alternanza lavoro selezionato come buona pratica per questa audizione è De Inquisitione Librorum Prohibitorum, svolto in partenariato dal Liceo scientifico “Enrico Fermi” e dalla Biblioteca provinciale dei Frati minori cappuccini di Bologna.

La Biblioteca conserva migliaia di volumi antichi, che provengono dai conventi della Provincia dei Frati minori cappuccini dell’Emilia-Romagna chiusi negli ultimi anni. Il progetto è consistito nel pulire e censire i libri di questa Biblioteca ancora chiusi negli scatoloni in cui hanno viaggiato. Con la supervisione di una restauratrice professionista, ragazze e ragazzi hanno eseguito una prima spolveratura dei volumi e semplici interventi conservativi (creazione di scatole conservative, pulizia della pergamena, etc.), per poi registrare, tramite un programma informatico realizzato da loro stessi nel rispetto degli standard catalografici, tutti i dati che occorre reperire prima di collocarli sui nuovi scaffali: titolo, autore, anno di pubblicazione, luogo di stampa, timbro, provenienza, note di possesso, ex libris, dimensioni, antiche segnature e foto del frontespizio di ognuno di essi. Durante la fase di registrazione delle provenienze e relative note di possesso hanno rinvenuto libri che recano il caratteristico timbro giallo con cui il censore diocesano bollava i testi proibiti, quelli che affrontavano temi scabrosi come l’occultismo o contenevano pensieri di carattere illuminista o umanista.
Il progetto si è concentrato su questi volumi, facendone l’oggetto di un’analisi particolare e utilizzandoli come testimoni dell’Inquisizione, l’attività del tribunale ecclesiastico che dalla metà del Millecinquecento ha difeso la teologia cattolica dagli “errori” e dalle “eresie” dei non ortodossi: un tema storico tuttora affascinante e dibattuto, che gli studenti hanno approfondito in classe insieme ai docenti.
Infine i ragazzi hanno curato una mostra che ha esposto nella sala storica della Biblioteca dei cappuccini i volumi censurati dagli inquisitori, accompagnati da schede che danno conto della loro provenienza e dei motivi per cui erano proibiti, insieme a un pannello che illustra la storia dell’Inquisizione in Europa.
L’intero iter è stato documentato in corso d’opera con un reportage video fotografico realizzato dagli studenti stessi, che a supporto delle loro ricerche storiche hanno redatto una bibliografia specifica.
Collaborare con una persona specializzata nel restauro dei libri antichi ha messo i giovani protagonisti in grado di capire quanta attenzione, quanta delicatezza e quanto lavoro manuale occorrano per trasmettere al futuro la memoria del passato: dalla rimozione della polvere depositata dal tempo, al modo corretto di sfogliare i volumi antichi, fino alla creazione di apposite scatole in carta acida per conservare quelli in condizioni peggiori.

Curare la mostra dalla sua ideazione alla sua comunicazione, oltre a fare acquisire agli studenti diverse competenze trasversali ha fatto, comprendere loro i vari aspetti di questa professione per poterla valutare anche come possibilità lavorativa nel futuro.

IL CONCORSO IO AMO I BENI CULTURALI

Il progetto De Inquisitione Librorum Prohibitorum è uno dei progetti realizzati nell’ambito della VI edizione del Concorso di idee Io Amo i Beni Culturali, l'iniziativa che l’Istituto Beni Culturali della Regione Emilia Romagna promuove dal 2011 con l’obiettivo di avvicinare i giovani al patrimonio culturale della regione e alle istituzioni che lo conservano, rendendoli protagonisti attivi e creativi.
Ogni anno, nel mese di maggio, l’Istituto Beni Culturali, assieme ad altri partner, invita le scuole secondarie a unirsi in partenariato con le istituzioni culturali del territorio per presentare un progetto di valorizzazione di un bene culturale che venga realizzato dagli studenti nell’arco dell’intero anno scolastico successivo.
Ogni edizione del concorso vede la realizzazione di venti progetti - dieci per la sezione musei, cinque per la sezione archivi e cinque per la sezione biblioteche- e coinvolge in media 2000 studenti e studentesse provenienti da circa 40 scuole: in molti progetti, infatti, si uniscono scuole con indirizzi diversi - istituti comprensivi, licei classici, scientifici e artistici, istituti tecnici e professionali, centri d’istruzione per adulti –  intrecciando competenze e saperi diversi per raggiungere un risultato comune. Lo stesso accade per le istituzioni culturali- musei, archivi, biblioteche e associazioni-  che spesso si uniscono per accompagnare questi ragazzi trasformando ogni progetto in un catalizzatore di energie sul territorio. In media per ogni edizione partecipano circa un centinaio di enti.
Grazie al lavoro di questi giovani e dell’intera comunità che li segue e li sostiene vengono riscoperti e fatti tornare a nuova vita interi fondi archivistici, fondi librari/biblioteche, collezioni museali, giardini, regge, paesaggi culturali di città e di campagna.
I ragazzi, guidati dai loro insegnanti e dagli operatori culturali, sono i veri protagonisti di questi progetti e realizzano in prima persona campagne pubblicitarie, video, spettacoli, siti web, mostre e prodotti originali e innovativi di ogni genere. Esplorano i vari linguaggi comunicativi, anche quelli più all’avanguardia, per poter avvicinare i loro coetanei ai beni culturali che si propongono di valorizzare. Di grande interesse i casi in cui i giovani si concentrano nella realizzazione di soluzioni per rendere il patrimonio accessibile a tutti, superando barriere sociali, culturali e fisiche, e tenendo conto delle persone con particolari esigenze.

Per ripercorrere la storia del Concorso e i progetti realizzati

 

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Pubblicato il 05/12/2017 — ultima modifica 05/12/2017

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