150 anni di Italia unita - ricerche IBC

Dallo studio di stampe e cartoline all'approfondimento delle antiche legazioni, dalle sculture celebrative ai municipi dell'Emilia-Romagna, l'IBC censisce il territorio cercando le tracce risorgimentali

Il “tessuto” di una Nazione: giornalismo, satira, fotografia e letteratura popolare

 

il tessuto di una nazioneQuesta ricerca, mettendo a profitto un lavoro sul campo ormai più che ventennale, è stata mirata al recupero e all’analisi di complessi documentari di importanza nazionale.
Lo studio di periodici, fogli d’occasione, serie di stampe e di cartoline, esaminati nel periodo preunitario e postunitario, permette di proporre nuove fonti per lo studio e di interpretare modi, forme, modelli e contenuti della comunicazione in epoca risorgimentale e postunitaria.
L’esito editoriale del progetto, è stato un volume che pubblicato nella collana “Immagini e documenti” dell’IBC, è da intendersi come approfondimento di complessi documentari fruibili nella totalità come risorse in rete.

 

“... E finalmente potremo dirci italiani”. Bologna e le estinte Legazioni tra cultura e politica nazionale

 

La ricerca, insieme al libro che ne dà conto, ha approfondito la storia complessiva di un’area, E finalmente potremo dirci italianile estinte legazioni di Bologna e le Romagne, nel corso della stagione di grandi trasformazioni che va dalla cacciata degli Austriaci sino all’Unità, anche attraverso i rapporti con Roma, Firenze e Torino. In particolare, l’indagine si articola nei territori di Bologna, Ferrara, Lugo, Forlì, Cesena, Rimini, Faenza, Ravenna e Imola, e riguarda i periodi: 1859-1861, dalla fine del potere temporale nelle Legazioni di Bologna e delle Romagne, sino all’Unità; 1861-1911, dal consolidamento dello Stato nazionale alle celebrazioni del Cinquantesimo dell’Unità.
La rappresentazione dei temi e dei protagonisti degli anni presi in considerazione restituisce un grande affresco della civiltà bolognese, romagnola e italiana del Risorgimento e dell’Unità nazionale, ingrandito dalle lenti di studiosi che ne indagano la cultura e la società, la memoria e la sua agiografia. Una lettura non celebrativa, che mira a ricostruire la nascita della nazione attraverso l’arte senza escludere i monumenti e le epigrafi cimiteriali, nonché la toponomastica delle strade.
I mutamenti politici, economici, culturali, scientifici e tecnologici sono stati indagati attraverso le figure di uomini e donne attivi nel processo di trasformazione, da Farini a Pepoli, da Malvezzi a Pizzardi. All’attività di salotti, circoli, associazioni, piazze, teatri e studi di artisti la ricerca connette quella dei “templi” del Risorgimento, ossia i musei, per giungere infine a una ricognizione degli articoli dedicati al primo Cinquantenario sui quotidiani di Bologna, primo significativo anniversario dell’Unità in anni cruciali per il Paese.
La ricerca è nata dalla collaborazione tra IBC, Comitato di Bologna dell’Istituto per la storia del Risorgimento italiano, Museo civico del Risorgimento di Bologna, Soprintendenza ai beni storici e artistici per le province di Bologna Ferrara Ravenna Forlì-Cesena e Rimini, istituzioni culturali del Comune di Forlì, Associazione “Amici della Certosa”, Museo civico archeologico di Bologna, Museo d’arte della Città di Ravenna, Università di Bologna (dipartimenti di Discipline storiche, Italianistica, Musica e spettacolo).

 

Uomini e donne del Risorgimento in Emilia-Romagna

 

Uomini e donne del Risorgimento ricercaLa grande storia si riflette e si riverbera sempre anche nella piccola storia di tante vite individuali. Garibaldini e poeti, nobildonne e politici: sono tanti gli uomini e le donne, spesso ricordati ormai solo nella toponomastica urbana, protagonisti anche nella nostra regione di un periodo storico affascinante e complicato come il Risorgimento.
Il racconto delle loro storie personali infonde vivacità e calore a vicende che il tempo e i manuali scolastici hanno provveduto a ridurre a un repertorio spesso banale di immagini e luoghi comuni. Ripartire da queste vite può aiutarci a riflettere sulla nostra storia regionale in modo inedito e a stimolare l’esercizio di una memoria civile spesso fragile e fagocitata dall’invasività del presente. Da queste considerazioni è partito il progetto che, grazie alla collaborazione tra IBC, Agenzia di informazione e ufficio stampa della Giunta, Lepida TV e Museo del Risorgimento di Bologna, ha consentito la realizzazione di un sito dedicato, appunto, alle biografie dei protagonisti del Risorgimento in Emilia-Romagna. Ciascun personaggio è illustrato da un breve testo corredato da interviste a storici ed esperti, da una galleria di immagini, brani video, letture e approfondimenti.

 

Monumenti tricolori. Sculture celebrative ed epigrafi commemorative d’età postunitaria in Emilia-Romagna

 

Monumenti tricolori ricercaIl progetto ha come obiettivi principali la conoscenza, la valorizzazione e la divulgazione di un importante patrimonio artistico “diffuso” sul territorio regionale, costituito da complessi monumentali, statue, bassorilievi, cippi, lapidi, targhe ed ornati realizzati dopo il 1861 “in memoria” di personaggi e fatti legati alla conquistata unità nazionale. Sono circa cinquanta i complessi monumentali di particolare interesse storico e artistico tuttora esistenti. Si tratta di opere d’arte generalmente poco conosciute dalle stesse comunità che le detengono, anche se la loro presenza non risulta certo trascurabile, ancor oggi, nei più diversi e frequentati contesti cittadini: piazze, giardini, parchi, edifici pubblici, residenze municipali, complessi cimiteriali.
Oltre a rivalutare la loro originale funzione di tramando della memoria, viene richiamata l’attenzione anche sull’effettivo pregio artistico di sculture “d’autore”, per le quali pure si pongono seri problemi d’ordine  conservativo. Numerose, infatti, sono le opere, generalmente lapidee e bronzee, quasi sempre collocate “all’aperto”, e dunque sottoposte alle più diverse fonti inquinanti, che versano in uno stato preoccupante di degrado.
Nutrito è l’insieme delle lapidi e delle iscrizioni per lo più “murate” all’esterno ed all’interno delle residenze municipali ed edifici pubblici. Sono oltre trecento i manufatti già rilevati e documentati da un apposito repertorio fotografico. Per gli obiettivi posti, ma anche per le linee metodologiche d’indagine e per gli strumenti divulgativi che si intende attivare, questa operazione investigativa si richiama alla ricerca svolta in occasione del 50° della Resistenza e della Liberazione in Emilia-Romagna, allorché fu riportato in luce e reso noto un importante patrimonio storico-artistico dal dopoguerra agli anni più recenti, costituito da monumenti, memorie epigrafiche, cicli e apparati decorativi e raccolte pittoriche sulle tematiche resistenziali e sociali.

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Municipi dell'Emilia-Romagna

 

Municipi dell'Emilia Romagna ricercaLa ricerca ha dato vita ad una pubblicazione che riporta una schedatura breve ma onnicomprensiva di tutti i 348 municipi emiliano-romagnoli, come fu fatto per il libro degli stemmi comunali dell’Emilia-Romagna. Il volume si apre con un’introduzione storica che riporta all’epoca medievale (comunale), passa attraverso le funzioni municipali dell’età moderna (generalmente poco conosciute rispetto alla storia più recente) e arriva alle riforme napoleoniche e postunitarie, con la coda dei comuni formatisi nel Novecento. La periodizzazione storica connessa ai dati relativi all’ubicazione urbanistica, alla tipologia del palazzo e alle funzioni civili dei palazzi comunali assume, infatti, l’importanza di una sorta di guida per il lavoro di catalogazione e di scelte iconografiche.
Sono inserite immagini di edifici storici, oppure di edifici moderni ma di qualità architettonica conclamata, oppure, laddove manca una fotografia dell’edificio, quella di un altro manufatto conservato nella sede municipale: un’opera d’arte, una testimonianza storica di spicco, o altra particolare documentazione in qualche modo attinente con la storia locale del territorio in questione. Il censimento fotografico è stato curato dai fotografi dell’IBC Andrea Scardova e Costantino Ferlauto, con integrazioni iconografiche fornite direttamente dai comuni.

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pubblicato il 2012/09/07 15:46:06 GMT+2 ultima modifica 2012-09-07T17:46:00+02:00

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