Milano Spina

Milano Spina. Presenze dell’arte milanese nella collezione di Remo Brindisi dal dopoguerra alla Triennale ‘73: questo il titolo della mostra (12 giugno - 12 settembre 2010) alla Casa Museo Remo Brindisi di Lido di Spina, volta a far conoscere al grande pubblico la straordinaria collezione donata dall’artista al Comune di Comacchio assieme alla sua prestigiosa dimora. Promossa dal Comune di Comacchio unitamente all’IBC e curata da Orlando Piraccini e Laura Ruffoni, la mostra traccia un percorso ideale tra Milano, che può essere considerata la città d’adozione di Remo Brindisi, e Lido di Spina, il luogo che alla fine degli anni ’60 il maestro cominciò a frequentare assiduamente fino alla decisione di costruirvi un’apposita struttura museale capace di accogliere la propria raccolta d’arte. A Milano, vera e propria capitale dell’arte tra gli anni dell’immediato dopoguerra e quelli del cosiddetto boom economico, Brindisi si era trasferito nel 1947 divenendo in breve una delle personalità più in vista in ambito cittadino, perseguendo una personale ricerca figurativa, ma comunque sempre interessato agli andamenti della vicenda artistica del suo tempo. Partendo proprio dalla dimensione di vita e di lavoro di Remo Brindisi a Milano, la mostra ha proposto alcuni scorci significativi della vita artistica nella capitale lombarda , comprendendo anche una sezione documentaria specificamente dedicata alla ripresa della Triennale del 1973, sotto la presidenza del maestro, nello stesso anno di fondazione del Museo Alternativo di Lido di Spina, progettato dall’architetto milanese Nanda Vigo. La mostra riproponeva all’attenzione anche il Brindisi collezionista d’arte ed appassionato raccoglitore di testimonianze riguardanti le più diverse tendenze espressive del suo tempo. Esposte anche opere di artisti che hanno avuto rapporti di amicizia con Brindisi, cominciando da Dova e da Fontana, ma sono presenti i lavori di esponenti di spicco dello spazialismo, cinetici, optical, pop, concettuali, informali, oltre ai rappresentanti delle correnti figurative, da quella espressionista intimista ed esistenzialista, al realismo dell’impegno sociale.
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