Libri antichi

Il Servizio Biblioteche, archivi, musei e beni culturali, nel quale è confluita la Soprintendenza per i Beni librari e documentari della Regione Emilia-Romagna, dedica particolare attenzione alla conservazione e valorizzazione dei manoscritti e dei libri antichi a stampa, conservati nelle biblioteche del territorio.

G. C. Croce, L’eccellenza, et trionfo del porco, Ferrara, V. Baldini, 1594 (Bologna, Biblioteca comunale dell’Archiginnasio)
G. C. Croce, L’eccellenza, et trionfo del porco, Ferrara, V. Baldini, 1594 (Bologna, Biblioteca comunale dell’Archiginnasio)
I manoscritti, o codici, preziosi libri vergati a mano, costituivano l’unico strumento di trasmissione del sapere scritto quando la stampa non esisteva ancora; essi tuttavia, furono prodotti e restarono in uso anche successivamente. Le tipologie dei manoscritti sono molto diversificate per forma e funzioni: si va dagli eleganti codici liturgici, di norma impreziositi da miniature, ai testi scientifici e letterari, a quelli di uso scolastico; di norma erano redatti da amanuensi di professione, in qualche raro caso (ad es. diari, taccuini, carteggi) erano esemplati direttamente dagli autori.

Per quanto riguarda invece i libri a stampa si va dagli incunaboli (le edizioni del XV secolo), alle cinquecentine, dai libri del Sei e Settecento, fino alle pubblicazioni dei primi trent’anni del XIX secolo, prima cioè dell’introduzione delle moderne tecniche tipografiche.

La produzione di libri a stampa nei secoli XV-XVIII fu particolarmente ricca nei centri dell’Emilia-Romagna, dove tra l’altro la presenza di istituzioni politiche e culturali (università, corti, accademie ecc.) svolse una funzione di promozione per l’attività degli stampatori. Oggi ricche raccolte pubbliche e private conservano significative testimonianze della copiosa produzione di libri, di provenienza sia emiliano-romagnola, sia nazionale ed europea.

Delle oltre 1.000 biblioteche presenti nella regione (afferenti a enti locali, statali, di formazione e di ricerca - come quelle delle Università -, ad istituzioni religiose, oltre a collezionisti privati) molte sono dotate di ricchi fondi antichi, sia manoscritti che a stampa; su di esse (fatte salve le biblioteche statali dipendenti direttamente dal Ministero per i Beni e le attività culturali) la Soprintendenza regionale per i beni librari e documentari ha svolto fino al 2015 le funzioni di tutela previste dal Codice dei beni culturali e del paesaggio (D.lgs 42/2004): a tal fine autorizzava il prestito per mostre ed esposizioni; autorizzava il restauro e altri interventi conservativi; autorizzava il trasferimento definitivo e temporaneo; rilasciava gli attestati di libera circolazione per l’esportazione definitiva e gli attestati di circolazione per l’esportazione temporanea; eseguiva la verifica dell’interesse culturale delle raccolte e ne rilasciava, se il caso, la relativa dichiarazione.

Dall'entrata in vigore della L. 125/2015, il 16 agosto 2015, le funzioni di tutela sono di competenza dello Stato.

 Il Servizio continua l'attività di valorizzazione e di promozione dei fondi librari antichi: 

  • censisce le edizioni del XVI secolo stampate in Italia e all’estero conservate presso tutti gli istituti culturali emiliano-romagnoli, in collaborazione con l'Istituto centrale per il catalogo unico (ICCU) del MiBAC;
  • segnala alla Biblioteca nazionale centrale di Roma gli incunaboli non ancora censiti per l’arricchimento della banca-dati di Incunabola Short Title Catalogue (ISTC);
  • cataloga e valorizza i fondi antichi di particolare interesse attraverso varie iniziative: ricerche, mostre e pubblicazione di cataloghi;
  • propone alle biblioteche l’acquisto di manoscritti ed edizioni di particolare interesse locale e/o nazionale con eventuale compartecipazione alla spesa (LR 18/2000 art. 6).

 

 Links utili

  • USTC (Universal Short Title Catalogue)
  • CERL (Consortium of European Research Libraries)

 

Approfondimenti

 

A chi rivolgersi:

 

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Pubblicato il 22/02/2012 — ultima modifica 03/11/2017

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