Indagini sulla toponomastica

 

I nomi di luogo come espressione della relazione uomo-territorio

 

Il progetto di indagine toponomastica denominato ATER, che l’IBC è tornato a finanziare per l’anno 2011-2012 in applicazione della legge regionale n. 45 del 7 novembre 1994 (“Tutela e valorizzazione dei dialetti dell’Emilia-Romagna”), ha messo in luce una volta di più l’urgenza di inchieste sul campo, evidenziando in particolare quanto segue:

1)      L’indagine toponomastica modernamente intesa, in opposizione all’approccio repertoriale e puramente lessicografico delle indagini classiche, è uno strumento imprescindibile per conoscere la relazione tra comunità e territorio: il toponimo è infatti inteso come la realizzazione linguistica della relazione che intercorre tra l’ambiente abitato e la comunità che lo abita e che in questo ambiente vive la propria quotidianità.

2)      Il nome di luogo, specie quello attestato solo oralmente, va inteso in senso antropologico come modalità di percezione del paesaggio e dunque come processo di insediamento nel territorio: non è un semplice fossile utile per ricostruire perdute fasi linguistiche, ma un elemento parlante dello sguardo dell’uomo che classifica e vive il territorio.

3)      Il progetto ATER, se potrà essere proseguito nelle sue fasi realizzative (ciò che si è fatto corrisponde a una fase di avviamento) non si configurerà come un elenco di parole studiate etimologicamente e storicamente, ma come un sistema di classificazione concettuale dello spazio.

4)      Il progetto ATER, se adeguatamente proseguito – specialmente in un’ottica di continuità non frammentata – collocherebbe l’IBC in una posizione di avanguardia nello studio linguistico della relazione antropologica tra comunità e territorio: se per quanto riguarda l’Italia si può segnalare soltanto, entro certi limiti, il progetto dell’Atlante Toponomastico del Piemonte Montano (diretto da Lorenzo Massobrio per l’Istituto dell’Atlante Linguistico Italiano), per l’area europea si pensa soprattutto alle ricerche condotte nell’ambito dell’Associación Galega de Onomástica.

Toponimi orali 2

Gli aspetti messi in luce richiederanno un adeguato schieramento dei dati raccolti, per evitare la forma classica dell’elenco di nomi. In particolare, si suggeriscono le seguenti modalità:

1)      Mappe interattive dalle quali poter ricavare, a seconda delle esigenze, la posizione geografica del toponimo, la sua antichità, la sua etimologia, il suo significato sociale e antropologico.

2)      Cartografia fotografica del territorio studiato, nella quale i nomi analizzati vengano collocati in un sistema di immagini che restituisca la reale visione dei parlanti.

3) Organizzazione strutturata dei dati, facendo emergere, al posto del tradizionale studio del singolo toponimo, la compattezza sistemica della visione del territorio da parte della comunità: i dati possono ad esempio essere raggruppati per macrocategorie, comprendendo gli oronimi, i fitonimi, gli idronimi, i toponimi storici, e a lato di questi gli ecotoponimi (cioè l’insieme delle denominazioni che fanno riferimento alle attività o agli insediamenti connessi alla gestione e allo sfruttamento del territorio da parte delle comunità).

4) Archivio sonoro dal quale sia possibile accedere alla reale resa linguistica delle diverse inchieste sul campo.

Il progetto ATER è un’occasione unica per creare un modello di indagine sul campo in grado di affrontare le diverse problematiche messe qui in luce sinteticamente. È stata avviata la richiesta di patrocinio UNESCO per questo progetto. Superato il primo vaglio sulla tipologia del progetto, il Prof. Dario Seglie (responsabile UNESCO in Italia per il patrocinio su attività legate ai beni archeologici, linguistici e immateriali), ha inoltrato la richiesta alla commissione parigina internazionale.

Francesco Benozzo  -  Andrea Pritoni

 

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Pubblicato il 21/06/2013 — ultima modifica 07/10/2015

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