Musei, musica e maestri liutai in Emilia-Romagna

Arte, musica; artigianato, e collezionismo sono alcune delle diverse componenti che concorrono a fare degli strumenti musicali storici beni culturali importanti anche se meno conosciuti di altri.

La mostra è stata curata da Micaela Guarino e Patrizia Tamassia.

Anche quando non svolgono più la loro funzione primaria, quella di suonare, gli strumenti musicali costituiscono comunque un prezioso patrimonio da conservare e studiare li troviamo in molte raccolte museali, nei conservatori, nei teatri, nelle accademie musicali, nelle scuole e nei laboratori di liuteria o in quelli dove si costruiscono e si restaurano altre tipologie di strumenti e, ancora, distribuiti sul territorio, come gli innumerevoli organi presenti nelle chiese. Consapevole dell'importanza di tale patrimonio, l'IBC nell'ambito delle proprie attività di studio e valorizzazione dell'artigianato artistico ha operato una ricognizione degli strumenti musicali storici europei presenti nei musei della regione. I risultati di questa prima indagine sono resi pubblici in questa mostra che vuole sottolineare il valore culturale di questa categoria di beni .

La presenza degli strumenti musicali ricorda, inoltre, le figure di alcuni tra i più noti protagonisti della vita musicale che hanno vissuto e lavorato in Emilia-Romagna come -Giuseppe Verdi e Arturo Toscanini, le cui case e i cui studi sono inseriti nell'itinerario immaginario che proponiamo. Per dare rilievo agli aspetti artigianali-artistici legati alla realizzazione e al restauro degli strumenti musicali, si è voluto inoltre tracciare una breve carta delle figure più significative di maestri liutai tra ottocento e novecento che hanno lasciato testimonianze conservate in alcuni musei e che hanno soprattutto, consentito con i loro insegnamenti il perpetuarsi di una tradizione che è giunta fino ai nostri giorni.

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Pubblicato il 17/07/2015 — ultima modifica 17/07/2015
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