MUV - Museo e Centro di documentazione sul Villanoviano

A Castenaso (BO) completata la prima parte del percorso museale che rivisita la celebre scoperta di Villanova. il MUV è frutto di una progettazione museografica e museologica congiunta che ha visto collaborare insieme al Comune di Castenaso, l’Istituto Beni Culturali, la Provincia di Bologna-Assessorato Cultura e Pari Opportunità, la Soprintendenza per i Beni Archeologici

MUV La stele delle spade dalla necropoli villanoviana di Marano di Castenaso (BO)Poco più di centocinquanta anni fa le vicinanze di Villanova sono state teatro di una scoperta  archeologica che per la prima volta ha svelato all’Italia e all’Europa intera l’esistenza di una cultura della prima età del Ferro, sino ad allora sconosciuta. L’artefice del ritrovamento, il conte bolognese Giovanni Gozzadini, nel maggio del 1853, diede infatti inizio ad uno scavo in una sua proprietà alle spalle della parrocchia sanlazzarese di Santa Maria delle Caselle, portando alla luce un’estesa necropoli. Quelle indagini hanno contribuito in modo determinante a rischiarare il quadro relativo alle fasi più remote della storia dell’uomo – a quel tempo ancora oscuro -  individuandovi gli antefatti della civiltà etrusca e portando alla fama e alla celebrità nel mondo la località di Villanova. Da quel momento, forse la più importante delle culture protostoriche italiane reca la denominazione di “Villanoviano”, ispirata allo studioso  dal nome della contermine tenuta ove sorgeva la sua dimora di campagna.


GozzadiniCome spesso accade, alla notorietà di questa terra, il cui nome  è entrato stabilmente  a far parte del lessico tecnico dell’archeologia preistorica, infinite volte citato nella saggistica storica e nella manualistica scolastica,  per oltre un secolo e mezzo ha fatto da controcanto una sostanziale invisibilità della “memoria loci”. Nessun “memento” aveva infatti sino ad ora consentito di collegare il luogo a quella fondamentale scoperta per rivisitarne le circostanze e comprenderne il significato storico e culturale, anche come elemento fondante dell’identità locale e come strumento di interpretazione della memoria della comunità nel cruciale momento della  transizione verso la contemporaneità.

Il cammino intrapreso con forte impegno dell’Amministrazione comunale di Castenaso, che da tempo nutriva l’intenzione di dar vita ad una struttura culturale che ricostruisse  il legame fra Villanova e la figura di Giovanni Gozzadini e, per il suo tramite,  nella quale si affrontasse una riflessione capace di inserire la storia di Villanova e di Castenaso nella più ampia cornice di questa parte dell’area bolognese orientale e delle sue dinamiche storiche e socio-culturali, ha trovato nel 2009 il suo traguardo nell’inaugurazione del primo segmento del percorso museale.

Il progetto

Alla costituzione del MUV, con sede in un edificio del complesso rurale Casa S. Anna,  già pertinenza di Villa Gozzadini, ha lavorato un  Comitato tecnico-scientifico in rappresentanza degli enti coinvolti, che ha portato alla definizione delle vocazioni di questa struttura come spazio/luogo ove promuovere in modo scientifico e divulgativo la conoscenza del Villanoviano, valorizzandone il ruolo formativo per la storia del territorio bolognese e per la storia dell’archeologia locale e nazionale, illustrare il profilo del Conte Gozzadini studioso e uomo del “suo tempo”, esporre contesti archeologici provenienti da Castenaso e dai suoi dintorni, offrire opportunità di studio e analisi dei materiali di scavo rinvenuti nel territorio, stabilire sinergie e collaborazioni permanenti con le altre istituzioni culturali e museali operanti sul medesimo distretto,  in una  logica di rete museale  e nella prospettiva di qualificare ulteriormente il sistema dei musei emiliano-romagnoli.
  • Il MUV e i suoi reperti archeologici nel Catalogo del Patrimonio Culturale dell'Emilia-Romagna
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Pubblicato il 23/07/2012 — ultima modifica 15/01/2019
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