Il Museo Renzi di S. Giovanni in Galilea (FC)

Una nuova veste per un museo di tradizione: un progetto, coordinato dal punto di vista tecnico-scientifico dall’IBC, con il quale ci si è dati l’obiettivo di sviluppare un coerente percorso espositivo che rivisita nell’appropriata cornice culturale la figura del sacerdote-collezionista Don Renzi e il suo “museo” - uno degli esempi tuttora sopravvissuti in Emilia-Romagna di organismo museale di tradizione storica sorto nell’avanzato secondo Ottocento

Museo Renzi pannello sul fondatore

Accade talora che la tra­sformazione e l’aggiornamento di un museo e dei suoi servizi culturali si incontrino con la necessità di preservarne l’identità nativa, di non oscurare l’essenza orginaria  che ne ha suggellato il carattere, di attingere al suo passato  per “rifondarlo” e portarlo nella  modernità . E’ questo il caso del Museo Renzi, destinato ad un profondo processo di ammodernamento nel momento in cui l’adeguamento strutturale e il restauro della sede nel castello malatestiano hanno restituito al percorso museale ambienti perfettamente ripristinati che pretendevano un’attenta riconsiderazione dell’allestimento e una completa revisione degli aspetti museografici.

 

Museo Renzi pannello con dama etruscaIl rinnovamento del museo  si presentava non solo come un’occasione di indispensabile  riqualificazione degli spazi destinati all’accoglienza e alla permanenza dei visitatori, senza trascurare di recuperarne e comunicarne al pubblico il “vissuto museale”, ma al tempo stesso come ottima  opportunità di arricchimento delle risorse informative e del patrimonio musealizzato attraverso l’immissione di nuovi materiali sino ad allora mai esibiti o non ancora adeguatamente valorizzati.

Otre a valorizzare la personalità del fondatore e le collezioni da lui acquisite, il progetto  si è dato come obiettivo anche quello di far sì che il museo si  proponga anche come “museo di se stesso”  in quanto modello di architettura fortificata  sorta in area appenninica a controllo del territorio.  Proprio la relazione “con” e “sul” territorio costituisce infatti il principale elemento della nuova vocazione del Museo Renzi come  polo aggregatore della memoria storica del distretto territoriale circostante, del quale l’allestimento ripercorre le tappe principali di frequentazione ed uso dalla preistoria sino all’età moderna,  e come  punto di riferimento nella promozione e nella  conoscenza delle specificità storiche e archeologiche delle vallate dell’Uso e del Rubicone.

Museo Renzi ricostruzione di sepoltura a cremazione

Forza e impulso sono venuti al progetto dalla stretta collaborazione che si è intrecciata fra l’Istituto Beni Culturali, il Comune di Borghi, l’Ente Morale Museo e Biblioteca “Don Francesco Renzi”, la Provincia di Forlì-Cesena-Assessorato alla Cultura.  A ciò si è aggiunto l'apporto della Soprintendenza Archeologica dell'Emilia Romagna, delle Università di Bologna e Palermo, e dei numerosi professionisti chiamati  a cooperare a questa impresa.

Quando e Chi

Inaugurazione della collezione archeologica nel rinnovato museo (22 settembre 2009) Sono intervenuti: Mirella Mazza - Sindaco del Comune di Borghi, Iglis Bellavista - Assessore alla Cultura e al Turismo della Provincia di Forlì-Cesena, Maria Grazia Maioli - Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Emilia Romagna, Fiamma Lenzi - Istituto per i Beni Artistici Culturali e Naturali della Regione Emilia-Romagna, Andrea Antonioli - Direttore del Museo Renzi

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Pubblicato il 26/07/2012 — ultima modifica 14/01/2019

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