Obiettivi e risultati del riconoscimento

La condivisione di standard e obiettivi di qualità per i musei regionali consente un costante miglioramento del sistema museale.

A cosa serviva il riconoscimento

I Musei di Qualità potevano godere dei seguenti benefici: priorità nei finanziamenti regionali; il riconoscimento dell'identità del museo come istituto autonomo operante sul territorio; la certificazione e la valorizzazione della qualità, identificata anche dall'apposito logo; la partecipazione a campagne di comunicazione e promozione a cura della Regione Emilia-Romagna e dell'IBC; la potenzialità di attrarre sponsor e donazioni; la crescita della reputazione e la maggiore visibilità presso gli amministratori locali e le comunità di riferimento.

Come ricorda Ezio Raimondi, già presidente onorario dell'IBC, i musei che hanno ottenuto il riconoscimento "sono entrati a far parte di una sorta di inedita associazione, comunità virtuosa che accomuna istituzioni molto diverse tra loro, ma quanto mai omogenee se considerate dal punto di vista dei servizi offerti al pubblico, con il buon livello della gestione e dell'organizzazione interne, delle attività messe in campo per la valorizzazione delle proprie raccolte".

 

Gli esiti del processo di riconoscimento

Tra gli esiti più significativi raggiunti dal sistema museale “di qualità” nel suo insieme si possono annoverare prima di tutto lo sviluppo del senso di appartenenza ad un gruppo che si esprime in una lingua comune e condivide obiettivi collettivi, ed inoltre una serie di miglioramenti ottenuti grazie alla profusione di un cospicuo impegno per conquistare l’ambito traguardo. 

Si menzionano: l’approvazione dello statuto e/o regolamento (primo atto che attesta la volontà degli Enti titolari di riconoscere il museo quale soggetto con proprie finalità, funzioni e dotazioni); la presenza di un documento di bilancio; l’adeguamento e l’ordinata raccolta presso il museo della documentazione in materia di sicurezza e di accessibilità; una generale accresciuta sensibilità nei confronti della conservazione preventiva ed in particolare del monitoraggio microclimatico, sostenuto da IBC nel corso degli anni, anche grazie allo sviluppo del progetto MUSA (rete di monitoraggio a distanza), concepito e realizzato in collaborazione con il CNR-ISAC di Bologna.

Infine si deve considerare un notevole successo il fatto che molte Amministrazioni abbiano proceduto ad identificare mediante atto formale la figura di direzione. Ciò è stato attuato con due modalità: la prima consiste nell’aver dato il giusto riconoscimento al lavoro di funzionari già in organico, che pur svolgendo da tempo compiti di responsabilità nel museo, non avevano ancora ottenuto un’attestazione specifica dalla propria Amministrazione; la seconda, valida nel caso di esternalizzazioni, è ravvisabile nella selezione di professionisti e/o ditte in grado di garantire il servizio richiesto con personale che risponde ai profili professionali predisposti da IBC (direttore, curatore, tecnico dei servizi educativi, operatore dei servizi di custodia ed accoglienza).

Da ultimo, un apprezzamento senza riserve è da attribuire alle Amministrazioni che hanno assunto l’onere di assicurare l’apertura della struttura per almeno 24 ore settimanali (anche con la formula dell’apertura su richiesta), in modo da garantirne il pubblico godimento nei termini previsti dagli standard.

A chi rivolgersi


Servizio biblioteche, archivi, musei e beni culturali
bam@regione.emilia-romagna.it - P.E.C. bam@postacert.regione.emilia-romagna.it
051 527 66 31 - Fax: 051 232 599 

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