Presentazione del SMR: sintesi degli interventi

L’assessore alla Cultura della Regione, Massimo Mezzetti, aprendo i lavori ha rilevato l’importanza di governare la complessità nel rispetto delle diversità, anche territoriali, ed evidenziando il ruolo del patrimonio culturale nel processo di autonomia ‘differenziata’ avviato di recente dell’Ente.

Antonio Lampis, direttore Generale Musei del Ministero per i beni e le attività culturali, ha sottolineato la rilevanza del progetto del Sistema Museale Nazionale che si propone di connettere in rete gli oltre 5.000 musei italiani, portandoli gradualmente a raggiungere i Livelli Uniformi di Qualità.

Mario Scalini, direttore del Polo Museale dell’Emilia-Romagna del Ministero per i beni e le attività culturali ha parimenti ribadito la necessità di fare sistema anche condividendo le professionalità specialistiche che operano nei musei.

Vincenzo Santoro, responsabile Cultura e turismo dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI), ha sostenuto l’importanza di una visione strategica che sia in grado di mettere a sistema le risorse disponibili anche per sostenere i musei situati nelle aree più deboli.

Per Tiziana Maffei, presidente del Comitato Italiano dell’International Council of Museums (ICOM), il processo del Sistema Museale Nazionale deve promuovere i musei come luoghi di conoscenza, costruzione del pensiero critico e creativo, responsabilità e benessere.

Per l’IBC, il presidente Roberto Balzani ha evidenziato l’emergere di un nuovo “paesaggio patrimoniale” prodotto dal crescente processo di “patrimonializzazione” di cose, oggetti virtuali, pratiche. Questo ampliamento del campo del patrimonio dagli oggetti alle relazioni impone di concentrarsi su temi quali l’integrazione sociale (immigrazione, disabilità); l’attivazione di percorsi educativi innovativi; i processi di solidarietà territoriale.

Il direttore Laura Moro ha evidenziato le finalità del percorso triennale volto alla costituzione del Sistema Museale Regionale, teso a coniugare gli aspetti culturali con quelli gestionali, l’accreditamento con un processo di crescita complessivo. Strumento di questo percorso, la governance partecipata prevede l’attivazione sul territorio regionale di tavoli tecnici tematici e tavoli territoriali che affiancheranno un comitato istituzionale.

Infine Claudio Leombroni, responsabile del Servizio Biblioteche Archivi Musei e Beni Culturali, ha evidenziato le caratteristiche – titolarità, temi, numero di visitatori, struttura organizzativa, supporto regionale attraverso i piani museali - dei 546 musei del territorio e le diverse tappe del percorso. Si parte con un questionario rivolto ai responsabili dei musei per indagare sugli ambiti tematici di maggior interesse e sulle azioni ritenute prioritarie per l’avvio di un sistema museale aperto, condiviso e integrato sul territorio.

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pubblicato il 2019/12/05 14:18:04 GMT+2 ultima modifica 2019-12-05T14:18:04+02:00

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