La vita nel pozzo. La scoperta del pozzo romano di via Caselle

Una serie di incontri per fare il punto sulle origini di S. Lazzaro di Savena e sul suo divenire storico attraverso la presentazione di nuove indagini archeologiche, di studi di dettaglio, di ricerche sulle fonti.
SLZ pozzo romano vasi Secondo appuntamento del ciclo "Tra Romanità e Medioevo. Materiali e documenti per riscoprire l'identità storica di S. Lazzaro di Savena: una conversazione a tre voci -  Paola Desantis della Soprintendenza per i Beni Archeologici, l'archeologo Marco De Donno e Samantha Cortesi del Gruppo Ravennate Archeologico -  dal titolo: La vita nel pozzo. La scoperta del pozzo romano di via Caselle, che ha illustrato un ritrovamento effettuato in uno dei luoghi centrali della città, gettando luce sulla presenza romana in questo territorio rurale a cavallo  fra l'agro bononiense e quello claternate, ma attraversato da un'arteria già pulsante di traffici sin dall'antichità come la via Emilia.  Un territorio sino ad ora assai avaro di tracce e testimonianze precedenti al complesso religioso e di cura agli infermi  sorto nel Medioevo sotto la protezione di S. Lazzaro, ma che da alcuni anni sta rivelando significativi  indizi di un popolamento romano, tutt'altro che rado, che si dispiega tanto in prossimità del grande asse di comunicazione transregionale, quanto nella soprastante fascia di pianura e addentro le vallate del Savena e dell'Idice.

Ad ogni latitudine e in ogni orizzonte cronologico un pozzo antico e il suo contenuto sedimentatosi nel tempo restituiscono sempre un vero "tesoro", perché  come pochi altri contesti archeologici questo tipo di testimonianza svela interessanti  spaccati di vita quotidiana, esemplificativi  di una  lunga durata d'uso o, talvolta, di circostanze  legate a particolari  eventi. Perduti per un attimo di disattenzione, oppure buttati perché rotti e ormai inservibili, ma buoni per tenere pulita e limpida l'acqua da attingere, nascosti in circostanze fortunose, quando momenti di instabilità politica o sociale consigliano di mettere al riparo i propri averi, oppure gettati in segno di devozione ad una divinità patrona dell'acqua o dimorante nelle profondità della terra, gli oggetti recuperati in un pozzo rappresentano infatti un'eloquente "istantanea" di un tempo che fu e degli accadimenti - ordinari o straordinari - che gli svolsero intorno.

All''incontro, in rappresentanza degli enti promotori, - l'Assessorato alla Qualità Socio-culturale del Comune di S. Lazzaro di Savena, il Museo "L. Donini" e l'IBC -  sono intervenuti l'Assessore Roberta Ballotta e  la responsabile del progetto di cantiere-scuola Fiamma Lenzi.

Il pozzo romano: un cantiere-scuola di restauro archeologico

SLZ cantiere-scuolaLa conversazione è stata anche l'occasione per presentare al pubblico il progetto, promosso dall'IBC e dal Museo "L. Donini", in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Emilia-Romagna, che ha visto la realizzazione con il sostegno della LR18/2000  di un cantiere-scuola di restauro, dedicato appunto ai materiali  ceramici del pozzo. Una singolare esperienza formativa, rivolta a  18 giovani studenti o specializzandi di archeologia che, coordinati da un restauratore professionista selezionato dall'IBC, per un periodo di sei settimane si sono cimentati con tutte le fasi  del restauro archeologico (dalla pulizia alla restituzione dell'integrità formale dei pezzi) per  accostarsi e  prendere consapevolezza delle problematiche e di tutti gli aspetti attinenti la conservazione di questa delicata categoria di beni culturali.

Dove e Quando

Sabato 22 ottobre 2011,ore 17.00
S. Lazzaro di Savena
Museo della Preistoria "L. Donini"
via F.lli Canova 49

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pubblicato il 2012/08/13 15:50:00 GMT+2 ultima modifica 2019-12-04T13:58:43+02:00

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