Il Museo Renzi continua a rinnovarsi

Nel suggestivo borgo appenninico di San Giovanni in Galilea nel 2012 sono state inaugurate alcune nuove sezioni dell'ottocentesco Museo e Biblioteca 'Don Francesco Renzi', frutto di un lungo progetto di aggiornamento e di arricchimento espositivo coordinato dall'IBC, in collaborazione con la Provincia di Forlì-Cesena e il Comune di Borghi.

Dopo la collezione archeologica, restituita al pubblico nel 2009, si è concluso con il riallestimento di una serie di nuove sezioni espositive  l'impegnativo lavoro di recupero del Museo Renzi intrapreso a partire dal 2004, anno in cui l'IBC ha dato inizio alla catalogazione delle raccolte a titolarità museale.

Museo Renzi veduta esterna.jpg

L’adeguamento strutturale e il restauro della sede storica del castello malatestiano, promossi dal Comune di Borghi, hanno fornito successivamente l’occasione per consolidare una partnership fra l’IBC, la municipalità borghigiana e la Provincia di Forlì - Cesena, nel cui ambito è stata realizzata per tappe, con il sostegno dei contributi della LR. 18/2000, la nuova impostazione espositiva del museo.

L'intento condiviso  era quello di mantenerne inalterata l'essenza originaria, ma al tempo stesso riqualificarne  gli aspetti comunicativi ed espositivi, facendone emergere la varietà compositiva e dando compiutezza d’analisi alla figura del sacerdote-collezionista Don Renzi personalità interessante che unitamente all’eruditismo di pretta impronta ancora settecentesca coltivò i germi di nuove concezioni e nuovi metodi di affrontare, studiare e interpretare il passato. Alla coerenza dei nuovi percorsi e alla piena valorizzazione delle raccolte museali storiche hanno assicurato competenze e apporti istituzionali anche le Soprintendenze territoriali, gli studiosi di diversi Atenei e non pochi singoli specialisti dei campi disciplinari rappresentati nel variegato assetto del museo.

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Cosa c'è da vedere

Museo Renzi  fiasca invetriata.jpgLa ricca sezione naturalistica comprende  rocce e fossili provenienti dalle valli del Rubicone, dell’Uso e del Marecchia, fra cui  alcuni esemplari inediti di pesci in perfetto stato di conservazione che sono andati ad aggiungersi alla raccolta storica del Museo.

L'ampia sezione delle maioliche, databili dal XIV al XVIII secolo, sviluppa interessanti approfondimenti sull’evoluzione delle ceramiche, sul cibo e le abitudini a tavola nel Medioevo, affiancando ad un cospicuo nucleo antico materiali provenienti dalle ricerche condotte tra il 2002 e il 2003 nel castello di Borghi, sotto la direzione della Soprintendenza Archeologica dell’Emilia Romagna,

Museo Renzi Ritratto del Cardinal Parrisi.jpgAlla figura di Francesco Renzi il sacerdote che nel 1879 ha dato vita al Museo, è dedicata  in particolare una sala: vi si possono ammirare oggetti artistici, elementi lapidei, armi, sigilli, medaglie, monete e strumenti raccolti con l’antico metodo collezionistico, mettendo in luce concetti museologici tipici tra Sette e Ottocento. Da segnalare anche alcuni curiosi oggetti che facevano parte dell’antico Osservatorio meteorologico installato a San Giovanni verso la fine dell’Ottocento. Si tratta in pratica di un vero e proprio Antiquarium, riproposto entro un ambiente tipico e con elementi d’arredo che riprendono lo stile del tempo. Sono presenti anche una piccola quadreria, le cui tele sono state in gran parte restaurate per cura dell'IBC, e un piccolo, ma interessante, nucleo di di stampe e incisioni.

Museo Renzi Ritratto di Ramberto Malatesta.jpgLa sezione medievale, in cui sono conservati alcuni oggetti d’epoca,  consente di visitare una porzione dell’antico castello in cui il Museo stesso ha sede, con la sua originaria architettura risalente al Quattrocento. In anni recenti, proprio in corrispondenza dell’antica Porta Est è stata infatti portata alla luce una cavità che costituiva il camminamento delle mura con la relativa cannoniera, le cui strutture sono appunto visitabili.

Al fascino di questa parte del castello aggiungono  ulteriori suggestioni i filmati relativi ad alcune vicende che videro protagonisti due esponenti del ramo dei Malatesta conti di San Giovanni tra Quattro e Cinquecento. Si tratta del conte Ramberto “il filosofo”, straordinaria e inedita figura di mago, astrologo e alchimista, dai risvolti enigmatici e affascinanti, e Leonida “il pazzo”, la cui misteriosa scomparsa nella rocca di San Giovanni cela risvolti inquietanti e macabri.

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pubblicato il 2019/01/14 19:03:00 GMT+2 ultima modifica 2019-12-04T20:05:55+02:00

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