Presentazioni

Sono stati presentati alcuni volumi e un video.

Presentazione del volume "Meteo e Metalli. Conservazione e Restauro delle sculture all'aperto"

a cura di Antonella Salvi

Il volume raccoglie i contributi ad un Convegno - realizzato dall’Istituto in una precedente edizione del Salone ferrarese - che ha sollevato grande attenzione per le tematiche che ha riguardato, quelle del restauro e della conservazione delle sculture in metallo che vivono all’aperto. Sono temi che interessano e che coinvolgono gran parte dell’attività dell’IBC nel suo impegno a favore della promozione e valorizzazione del patrimonio culturale regionale.
Il restauro come intervento, per quanto importante e complesso come quello esemplificato del Perseo del Cellini e di cui molto trattano gli esperti nel volume, sappiamo che è solo uno degli aspetti della conservazione: serve poi un impegno di manutenzione regolare dell’opera , una sorta di “conservazione del restauro” in un’ottica di prevenzione, particolarmente importante per le opere che vivono all’aperto e sottoposte all’inquinamento atmosferico.

 

 

 

Presentazione del video "Metallo nel tempo. La manutenzione programmata dei Cavalli del Mochi e del Perseo di Cellini"

a cura di Antonella Salvi
Il video "Metallo nel Tempo. La manutenzione programmata delle sculture in metallo" intende proprio esemplificare le operazioni di manutenzione nella loro sequenza attraverso i casi dei Cavalli di Piacenza e il Perseo.
L’idea e la realizzazione del video nasce proprio dalla volontà di puntare i riflettori sull’importanza delle pratiche manutentive con l’auspicio che si possa diffondere questa pratica virtuosa ed è stata colta l’occasione del ciclo di manutenzione che era in programma nell’autunno 2007 su queste opere – a Piacenza e a Firenze – affidata al restauratore Giovanni Morigi.

 

 

 

 

 

Presentazione del volume: "La cognizione del paesaggio. Scritti di Lucio Gambi sull'Emilia Romagna e dintorni"

a cura di Maria Pia Guermandi e Giuseppina Tonet.

 

Lucio Gambi [Ravenna 1920 – Firenze 2006] è probabilmente il più importante geografo italiano dell’ultimo secolo, sicuramente colui che ha saputo innovare più in profondità una disciplina relegata, fino a quel momento, al rango di materia “descrittiva e misurativa di oggetti e di fenomeni”. Studioso in grado di aprire la geografia al contributo metodologico della ricerca storica, letteraria, sociologica, demografica, Gambi è stato anche fra i protagonisti del dibattito culturale e politico che, a partire dagli anni ’60, ha percorso le nostre Università e ha accompagnato l’attuazione delle Regioni.

 

Nel 1975 viene nominato primo presidente dell’Istituto beni artistici, culturali e naturali della Regione Emilia-Romagna. Il volume che si presenta in anteprima a Ferrara raccoglie una selezione di suoi scritti che abbracciano, con ampiezza di temi e problemi, la produzione dello studioso per quanto riguarda la sua attività di Presidente e più ancora – perché molto più dilatata nel tempo – di protagonista di quella stagione di intenso dibattito culturale che ha portato alla costituzione dell’Istituto e ne ha caratterizzato tutta la prima fase di attività. E allargando un poco l’ottica, la silloge proposta si amplia a comprendere anche una serie di testi relativi all’Emilia Romagna, regione natale e di elezione assieme, dello studioso romagnolo che a lungo vi lavorò in ruoli diversi e sulla quale esercitò continuativamente la propria riflessione critica.

 

Il volume, presentato da Vasco Errani e con un intervento di Ezio Raimondi, è integrato da un’ampia sezione di testi on-line e completato da una selezione di fotografie dell’archivio fotografico IBC.

 

 

 

Presentazione del volume "Un italiano scomodo. Attualita' e necessita' di Antonio Cederna"

a cura di Maria Pia Guermandi e Valeria Cicala.   

 

Dieci anni fa ci lasciava Antonio Cederna, giornalista, urbanista, intellettuale a tutto tondo e difensore instancabile del nostro patrimonio culturale e paesaggistico. Cederna ha raccontato un'Italia, quella della seconda metà del secolo scorso, che andava sacrificando, ad una malintesa idea del progresso e della modernità, una delle risorse più fragili e irriproducibili: i beni culturali e naturali. Ha raccontato e denunciato, attraverso i suoi articoli e il suo impegno civile e politico, l'attacco della speculazione edilizia sui nostri centri storici e sulle nostre città, l'incuria e lo spregio responsabili del degrado dei nostri beni culturali e del loro stato di abbandono, i danni ambientali prodotti dalla cementificazione selvaggia e dallo sfruttamento senza regole del territorio. Per commemorare Antonio Cederna, il cui pensiero, per tanti aspetti, l'Istituto Beni Culturali sente a sé molto vicino, sono stati chiamati a ricordarne la figura e l'attività studiosi e amici: compagni di viaggio reali e ideali che, assieme ai figli, ne hanno condiviso progetti, battaglie, speranze, spesso anche grandi delusioni. I contributi, nel loro insieme, offrono un'ampia analisi dell'opera dell'intellettuale milanese, ma soffermarsi su Cederna è in qualche misura ripensare anche all'Italia dei beni culturali, delle città e non solo, del secondo Novecento e riscoprire l'importanza di interventi, di pagine da cui ripartire. Nel volume è inoltre presentata una breve raccolta di scritti di Cederna, scelti dagli autori, che, per quanto ridotta, testimonia sia l'incisività del suo lavoro che la vastità dei temi trattati, ma soprattutto la scomoda, ma inalterata attualità, nei contenuti e nei metodi, di un italiano controcorrente. Alla presentazione intervengono: Edoardo Salzano, Ezio Raimondi, Maria Pia Guermandi e Valeria Cicala. La presentazione è curata dall'IBC e dalla casa editrice BUP-BONONIA UNIVERSITY PR.

 

 

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pubblicato il 2012/09/13 11:40:00 GMT+2 ultima modifica 2012-09-13T13:40:00+02:00

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