Incontrare il patrimonio

Volti e mani parlanti

Gli studenti dell’Istituto comprensivo statale “Alda Costa” entrano in contatto con le opere d'arte della Pinacoteca nazionale di Ferrara, appropriandosene in modo inedito.

 

Quale bene culturale avete scelto?
Nelle sale del piano nobile di Palazzo dei Diamanti sviluppa il suo percorso figurativo la collezione permanente della Pinacoteca nazionale di Ferrara, che va dal Medioevo all’Ottocento. Già dalla fine del Settecento il Municipio cominciò a raccogliere un piccolo gruppo di dipinti, fra cui i celebri tondi di Cosmè Tura. I lavori nella chiesa di Santa Maria in Vado e le acquisizioni provenienti da altre chiese incrementarono la raccolta, che mirava a salvaguardare il patrimonio locale. Negli ultimi anni le mostre monografiche al piano terra hanno attirato l’attenzione del pubblico, anche per il loro impatto comunicativo. Per completare questa offerta culturale si vorrebbe estendere l’interesse alle opere del museo.
Come è nato il progetto?
Tre le motivazioni di partenza.
La più evidente voleva “integrare” maggiormente museo e scuola e suscitare il senso della “proprietà” nei giovani ferraresi, non incrementando solo le visite ma anche l’utilizzo dello spazio museale.
La seconda, meno immediata ma più profonda, coltivava la speranza di attivare nel tempo una pratica di didattica museale. La terza, più affettiva, utile alla crescita interiore dell’alunno, sosteneva l’importanza di conoscere la grammatica delle emozioni, ovvero se stessi, attraverso i personaggi ritratti nei quadri. In tutti i casi si è voluto indicare agli studenti l’opera d’arte come manifestazione di un linguaggio non verbale, efficace e peculiare dell’uomo. Un linguaggio che, come quello musicale, supera i limiti della comunicazione verbale e permette la relazione fra identità e culture differenti.

Quale bene culturale avete scelto?Nelle sale del piano nobile di Palazzo dei Diamanti sviluppa il suo percorso figurativo la collezione permanente della Pinacoteca nazionale di Ferrara, che va dal Medioevo all’Ottocento. Già dalla fine del Settecento il Municipio cominciò a raccogliere un piccolo gruppo di dipinti, fra cui i celebri tondi di Cosmè Tura. I lavori nella chiesa di Santa Maria in Vado e le acquisizioni provenienti da altre chiese incrementarono la raccolta, che mirava a salvaguardare il patrimonio locale. Negli ultimi anni le mostre monografiche al piano terra hanno attirato l’attenzione del pubblico, anche per il loro impatto comunicativo. Per completare questa offerta culturale si vorrebbe estendere l’interesse alle opere del museo.Come è nato il progetto?Tre le motivazioni di partenza.La più evidente voleva “integrare” maggiormente museo e scuola e suscitare il senso della “proprietà” nei giovani ferraresi, non incrementando solo le visite ma anche l’utilizzo dello spazio museale.La seconda, meno immediata ma più profonda, coltivava la speranza di attivare nel tempo una pratica di didattica museale. La terza, più affettiva, utile alla crescita interiore dell’alunno, sosteneva l’importanza di conoscere la grammatica delle emozioni, ovvero se stessi, attraverso i personaggi ritratti nei quadri. In tutti i casi si è voluto indicare agli studenti l’opera d’arte come manifestazione di un linguaggio non verbale, efficace e peculiare dell’uomo. Un linguaggio che, come quello musicale, supera i limiti della comunicazione verbale e permette la relazione fra identità e culture differenti.

Quali attività avete realizzato? Quando e dove si sono svolte?

Il progetto ha avuto avvio con la riunione in Pinacoteca dove sono stati presentati gli intenti da parte della referente e degli adulti partecipi. Anna Stanzani, al tempo direttrice di Palazzo dei Diamanti, ha tenuto alle insegnanti una lezione di storia dell’arte sul simbolismo dei gesti e delle espressioni nei dipinti. Iniziate le attività nelle classi, gli allievi dell’Istituto comprensivo “Alda Costa” hanno selezionato cinque pitture sulla base della loro valenza emozionale. Partendo dal particolare di un volto, di un gesto o di una postura, ognuno ha fatto la sua ipotesi sulla storia del personaggio o sul suono più adatto a rendere meglio l’atmosfera. In un secondo tempo sono stati approfonditi gli elementi del dipinto, la storia del pittore e della sua epoca. L’ultima parte dell’anno ha visto le classi diventare “officine”: luoghi dove, con spirito di iniziativa e lavoro di gruppo, si creava “qualcosa” per suscitare anche in altri l’interesse verso il bene culturale.

Quali prodotti o iniziative avete realizzato?

Nella Scuola secondaria di primo grado “Boiardo”, gli alunni della classe II D hanno indagato, nei dipinti scelti, la relazione fra le mani parlanti e la postura dei personaggi, facendola rivivere al pubblico attraverso il teatro delle ombre: i cinque quadri che raccontano il tempo dalla Natività alla Deposizione di Cristo sono stati reinterpretati dietro un telo bianco, a creare un’atmosfera onirica. La classe II C ha composto le musiche per l’azione teatrale con le ombre, condividendo le stesse opere per trovare suoni e musiche che stimolassero i differenti stati d’animo. La classe II E ha scritto un copione di interviste impossibili ad alcuni dei soggetti dipinti, di cui avevano approfondito la storia sui documenti d’archivio. Le classi della scuola primaria si sono concentrate sullo studio del viso e dei sentimenti delle figure ritratte, producendo disegni, schede sui quadri e scritti destinati all’azione pubblica finale. La classe V A della scuola “Guarini” ha inserito in nuovi contesti i personaggi dei quadri, scrivendo e disegnando una originale storia d’amore da rappresentare nel teatrino di carta giapponese “Kamishibai”. La classe IV A della scuola “Costa” si è allenata nello studio dei gesti, delle posture e dei visi, per produrre un video della performance teatrale con cinque tableaux vivants, accompagnato da brevi testi poetici. Le classi III A e III B della scuola “Manzoni” hanno prodotto dei primi piani con espressioni che classificano gli stati d’animo principali, arricchiti da riflessioni sui sentimenti. Tutti i quadri selezionati e i testi poetici scritti sono diventati materiale per una piccola guida della Pinacoteca.

Come ne è stata data notizia all’esterno?

Nel corso dell’anno, oltre che con i report interni e gli articoli usciti su quotidiani locali, il progetto è stato reso noto in città nel corso della rassegna “Quante storie nella Storia. XV Settimana della didattica in archivio” (Biblioteca comunale Ariostea, 5 maggio 2016) e nella mostra “Diari di Viaggio Ferrara Festival 2016” (Palazzo della Racchetta, 6-8 maggio). A conclusione del progetto, la Pinacoteca nazionale ha aperto le sale per accogliere i lavori ideati e realizzati dalle “classi/officine”, un doculibro ha raccolto le esperienze e, nel Salone d’onore della Residenza municipale, è stata allestita una mostra fotografica del percorso didattico. La documentazione è affidata ai video delle varie realizzazioni, ai copioni delle rappresentazioni e alla miniguida dedicata ai giovanissimi, “La ciliegina”, in cui le opere della Pinacoteca sono classificate per sentimenti.

 

 

SCUOLA:Istituto comprensivo “Alda Costa” di Ferrara - scuola secondaria di primo grado “Matteo Maria Boiardo” e scuole primarie “Alda Costa”, “Giovanni Battista Guarini”, “Alessandro Manzoni”STUDENTI COINVOLTI:8 classi per un totale di 146 alunniALTRI PARTNER:•Liceo classico statale “Ludovico Ariosto” di Ferrara•Archivio storico comunale di Ferrara; Biblioteca comunale Ariostea di Ferrara; Centro audiovisivi del Comune di Ferrara; Musei di arte antica e storico-scientifici di Ferrara; MLB Home Gallery, Ferrara; Gruppo Musicoterapia, Ferrara; Associazione “Autori diari di viaggio”, Ferrara; “ARCH’è” - Associazione culturale “Nereo Alfieri”, Ferrara; “Videomaker”, FerraraAnno scolastico 2015/2016 MUSEO:Pinacoteca nazionale di Ferrara LINK WEB/EMAIL:•scuole.comune.fe.it/2618/volti-e-mani-parlanti•susanna.losciale@gmail.com•ga-esten@beniculturali.it

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pubblicato il 2015/10/08 16:10:00 GMT+2 ultima modifica 2017-02-01T16:46:00+02:00

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