Dalla Selva al Palcoscenico al Museo. Il costume di scena de Il Guarany e altri corredi extraeuropei

Alla Galleria "Anna e Luigi Parmeggiani" di Reggio Emilia presentazione dei restauri e mostra (23 marzo - 21aprile 2013)

Dettagli dell'evento

Quando

dal 23/03/2013 alle 17:00
al 21/04/2013 alle 00:00

Dove

Reggio Emilia, Galleria "Anna e Luigi Parmeggiani", Corso Cairoli, 1

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Un oggetto particolare conservato nei depositi dei Musei Civici di Reggio Emilia nasconde una storia insolita che lo ha portato in un viaggio durato oltre un secolo da un capo all’altro del mondo, dalla foresta amazzonica a Reggio Emilia. L’oggetto in questione è un gonnellino in corteccia amazzonico ritrovato riprodotto in una fotografia stampata in Brasile nella seconda metà del XIX secolo che ritrae un cantante lirico, Ludovico Giraud, che lo indossa come costume di scena nell’opera Il Guarany di Antonio Carlo Gomes. Il gonnellino, di manifattura indigena databile intorno al 1880, è realizzato in corteccia dipinta, decorata con piume e ossa d’uccello, semi e baccelli di frutti esotici. Costume e  fotografia d’epoca presenti in mostra insieme a una selezione di materiali extraeuropei del XIX secolo (un abito da gaucho in pelle e calzari in pelle di cavallo argentini, un poncho messicano, un gonnellino e un copricapo di piume africani, un’amaca in fibra vegetale brasiliana), provengono dal Museo Archeologico Nazionale di Parma che nel 1970 “ha alienato” ai musei reggiani parte delle sue collezioni etnografiche, in concomitanza con il riordino delle sue raccolte.

Guarany
Foto d’epoca del tenore Louis Giraud in abiti di scena nell’opera O’Guarany
Il Tenore e l'Opera
Nonostante il cognome tradisca un’ascendenza francese, Ludovico Giraud era di Parma, dove nacque il 2 marzo 1846. Nel 1872 Ludovico esordì come tenore drammatico al Teatro Politeama di Milano e da quel momento la sua carriera prese il volo. I successi maggiori li riportò al Teatro Regio della sua città d’origine, ma si esibì in numerosi teatri italiani e stranieri. Nel 1880 trionfò in Brasile nel Guarany di Gomes. Proprio il continente che lo aveva accolto come trionfatore ne avrebbe causato la morte prematura. Il 15 ottobre 1882 a Guadalajara fu colpito dalla febbre gialla. Morì il giorno dopo. E’ sepolto nel pantheon di Belen; una lapide lo ricorda fra i musicisti parmigiani anche nel pantheon del cimitero della Villetta a Parma.
Giraud donò al Museo Archeologico Nazionale di Parma armi e indumenti tribali, tra cui il gonnellino amazzonico. Il gonnellino e gli altri ornamenti indossati da Giraud nella foto di scena ci restituiscono l’idea teatralizzata che aveva l’Europa a fine Ottocento di quel favoloso mondo tribale d’oltreoceano. 
Il Guarany è un’opera-ballo composta nel 1880 da Antonio Carlos Gomes, su libretto di Antonio Scalvini e Carlo D’Ormeville, tratto dal romanzo O Guarani dello scrittore brasiliano José de Alencar. La storia, ambientata nel Brasile coloniale del 1560, racconta l’amore contrastato fra la portoghese Cecilia, figlia del potente don Antonio, e Pery, capo della tribù Guarany. Romanzo e opera si inseriscono nel movimento culturale denominato Indianismo  in voga in Europa a fine Ottocento. L’opera riscosse infatti grande successo. La prima rappresentazione italiana fu alla Scala di Milano il 19 marzo 1870, mentre  la prima edizione brasiliana fu al Theatro Lyrico Fluminense di Rio de Janeiro il 2 dicembre 1880. Grazie a questo inaspettato trionfo, il compositore Gomes fu considerato il maggior musicista brasiliano del XIX secolo.

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Gonnellino amazzonico indossato dal tenore nella foto (dopo il Restauro)
Il Restauro
Il gonnellino amazzonico e i corredi indigeni extraeuropei esposti in mostra sono stati restaurati dal laboratorio RT Restauro Tessile  di Albinea (Reggio Emilia) grazie al finanziamento erogato dall’Istituto per i Beni Culturali della Regione Emilia-Romagna nel 2011. Il recupero ha portato ad esiti strepitosi per tutti i reperti e in particolare per il gonnellino del “Guarany” e per i due capi con piume e pelle intrecciata provenienti dalle tribù Masai dell’Africa. La fragilità dei materiali molto degradati per la forte disidratazione, lo sporco inglobato, le rotture diffuse e la perdita di
gonnellino
Gonnellino con piume proveniente dalle tribù Masi africane che riprende quello indossato da Giraud nella foto
gran parte degli ornamenti ha richiesto operazioni le meno invasive possibili. Lo sporco è stato rimosso mediante spolveratura con pennelli, aspirazione meccanica, tamponature e vaporizzazione, integrati da gommage eseguito con polvere poliammidica sulla corteccia e sui capi in pelle. Il risarcimento delle lacune nell’abito da gaucho e nel poncho è stato eseguito a cucito e con l’inserimento di supporti tessili, mentre la ricomposizione delle piume e degli ornamenti  vegetali e animali dei due gonnellini e del copricapo è stata realizzata con resina termoplastica. Operazioni lunghe e delicate eseguite a mano con un’attenzione continua e scrupolosa concentrata soprattutto sulla movimentazione dei reperti prima e durante il recupero, dato l’alto rischio conservativo che li contraddistingue.
(Testo di Roberto Macellari e Iolanda Silvestri)


Le schede di Catalogo e di Restauro dei materiali esposti sono consultabili nella
banca dati del Catalogo del Patrimonio Culturale

Inaugurazione: 
Sabato 23 marzo 2013, alle ore 17
Interventi di:
Elisabetta Farioli, Direttrice dei Musei Civici di Reggio Emilia
Iolanda Silvestri, Servizio Musei e Beni Culturali IBC
Roberto Macellari, Responsabile Collezioni Archeologiche ed Etnografiche
Musei Civici Reggio Emilia
Francesca Magnani, Istituto Superiore di Studi Musicali "Achille Peri"
Intermezzo musicale con arie tratte dall’opera “O’Guarany” 
Conservatorio Martini di Bologna
Giancarlo Paola  (tenore)
Paolo Poti (pianista)

Orari:
dal martedì al venerdì: 9,00-12,00
sabato, domenica e festivi 10,00-13,00 e 16,00-19,00

Azioni sul documento
Pubblicato il 05/03/2013 — ultima modifica 13/03/2013
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