Sonia Micela pittrice del Novecento

In mostra la cospicua donazione effettuata dagli eredi dell’artista Sonia Micela (1924-1988) al museo di Bagnacavallo: oltre un centinaio di dipinti e un interessante archivio d'arte

Dettagli dell'evento

Quando

dal 22/09/2012 alle 18:00
al 25/11/2012 alle 00:00

Dove

Bagnacavallo, Museo Civico delle Capuccine

Persona di riferimento

Recapito telefonico per contatti

0545/280913

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La mostra, che si apre in occasione della tradizionale festa patronale di San Michele,  intende presentare al pubblico la donazione effettuata dagli eredi dell’artista Sonia Micela al museo di Bagnacavallo. Del lascito fanno parte oltre un centinaio di dipinti rappresentativi di tutta la carriera della Micela ed un interessante archivio d'arte composto da svariati documenti, fotografie, lettere, opuscoli e cataloghi, e da appunti manoscritti, anche in forma poetica, della pittrice.
L'evento espositivo, promosso dall’Amministrazione Comunale di Bagnacavallo ed organizzato in stretta collaborazione con l'IBC, rappresenta l’occasione per riscoprire una pittrice dalla tempra originale e riflessiva, che ha goduto di giusta notorietà nel mondo artistico del secondo dopoguerra. 
Nata a Bagnacavallo nel 1924 Sonia Micela (al secolo Norina Tambone) ha studiato al Liceo Artistico di Ravenna e ha frequentato poi a Milano l'Accademia di Brera, a contatto con Carlo Carrà e con lo scultore Ivo Soli. Nel breve periodo trascorso a Bologna – città nella quale, nel 1955, ha allestito la sua prima mostra personale alla Galleria “Alla Scaletta” - ma soprattutto durante la sua permanenza a Riolo Terme fino al 1970, Sonia Micela ha svolto intensa attività espositiva partecipando anche a rassegne e concorsi d’arte di livello nazionale. Più appartata, invece, l’ultima fase del suo lavoro, dal trasferimento a Modena fino alla scomparsa avvenuta nel 1988.

Sonia Micela, vaso di fiori, 1959
Sonia Micela, vaso di fiori, 1959
Sonia Micela artista si è fatta apprezzare già in età giovanile per la qualità pittorica e per l'esuberanza emotiva che attraverso di essa è riuscita a comunicare. Del tutto personale l'uso del colore, spesso materico, istintivo, frutto di una tavolozza ricchissima e schietta, che ha conferito ai suoi quadri una luce impastata e nitida. La sua personale ricerca, defilata rispetto alle principali correnti artistiche del secondo dopoguerra e restìa agli intellettualismi, l'ha portata a sperimentare i temi del paesaggio, delle nature morte, dei fiori e dei ritratti (particolarmente frequenti quelli dedicati ai figli) con un linguaggio limpido, fatto di rigore stilistico e forza di colore. Quella che si riscopre oggi è una pittura coinvolgente ed evocativa, che punta d'istinto verso l'essenza delle cose, dove la realtà risulta spogliata di ogni elemento accessorio, depurata della scoria aneddotica per sintetizzarsi in immagini di pura poesia, e dove ritmo e toni si alternano fin quasi a dar la sensazione di melodie musicali.
Le tappe biografiche, i documenti, le opere e la rilettura critica del lavoro della pittrice sono contenuti nel catalogo della mostra, curato da Diego Galizzi e Orlando Piraccini, e comprendente anche testi di Patrizia Carroli, che illustra il fondo archivistico donato a Bagnacavallo, e di Giuseppe Masetti, al quale si deve una rivisitazione della vicenda paesana che fa da sfondo alla nascita ed alla giovinezza di Sonia Micela, dall’età fascista fino alla seconda guerra mondiale. Il volume è pubblicato nella collana editoriale dell’IBC/Soprintendenza per i beni librari e documentari  “Immagini e Documenti” per i tipi di Editrice Compositori.

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Pubblicato il 12/09/2012 — ultima modifica 16/11/2012
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