I luoghi del "Bel Canto". Incontri nei teatri storici dell'Emilia-Romagna

Il 27 e 28 ottobre un imperdibile fine settimana di visite, racconti e suggestioni musicali. Sostieni i teatri colpiti dal sisma con un versamento "Pro Teatri"

Dettagli dell'evento

Quando

dal 27/10/2012 alle 00:00
al 28/10/2012 alle 00:00

Dove

sedi varie in Emilia-Romagna

Persona di riferimento

Recapito telefonico per contatti

051 5276634-0522 626607

Aggiungi l'evento al calendario

Da Fiorenzuola d'Arda (PC) a San Giovanni in Marignano (RN), da Busseto (PR) a BolognaFerrara: 17 teatri storici dell'Emilia-Romagna sono i protagonisti di un fine settimana, il 27 e 28 ottobre, di aperture straordinarie, visite guidate gratuite, spettacoli musicali, opere e concerti. L'evento è promosso dall'IBC e si propone di promuovere una realtà - quella dei teatri storici - unica in Italia. L'IBC sostiene inoltre la campagna a favore dei teatri colpiti dal sisma. Si può partecipare con un versamento sul conto corrente "Pro Teatri" : IBAN: IT 87 H 02008 02450 000102267869

Programma completo

I teatri storici dell'Emilia-Romagna sono oggetto di significativi progetti di studio e valorizzazione curati dall'IBC. Il censimento effettuato è consultabile online all'interno del catalogo del patrimonio culturale all'indirizzo:
http://ibc.regione.emilia-romagna.it/servizi-online/catalogo-del-patrimonio-culturale

 

La carica dei 101
Sono ben 101 i teatri storici presenti in Emilia-Romagna, una incredibile concentrazione che rappresenta un unicum in Italia. Ma quando un teatro può considerarsi "teatro storico"? Lo abbiamo chiesto a Lidia Bortolotti che da anni si occupa del tema:

"Fin dal primo censimento dei teatri storici della nostra regione condotto dall’IBC nei primi anni Ottanta e curato da Simonetta Maria Bondoni, recentemente scomparsa, ci si domandò secondo quali caratteristiche un teatro poteva essere definito “storico” e quindi censito. Sappiamo che dal XVII secolo a tutto l’Ottocento, e in alcuni casi fino ai primi del Novecento, la forma dei teatri di tradizione è rimasta essenzialmente immutata, quantomeno nelle linee essenziali. Il palcoscenico è ben separato dalla sala per gli spettatori, quest’ultima presenta una pianta che può essere a U, a campana (secondo la concezione di Antonio Galli Bibiena), a ferro di cavallo o ellittica, le cui pareti “a pozzo” risultano traforate da un certo numero di palchetti in ordini sovrapposti, raccordati sul retro da corridoi di disimpegno. È questo il modello universalmente conosciuto come “teatro all’italiana”.
Verrebbe da affermare che tutti i teatri appartenenti a questa particolare tipologia, e soltanto questi, possono essere definiti storici e come tali vanno studiati, censiti, restaurati e valorizzati. Ora questi teatri sono certamente storici ma non è la sola e unica tipologia di sala teatrale presente sul territorio; concentrare l’attenzione sui soli teatri “all’italiana” porterebbe inevitabilmente ad escluderne altri non meno interessanti e comunque luoghi di sedimentazione culturale e storica.
In primo luogo il più antico teatro che ancora si conserva: il Teatro Farnese di Parma, realizzato nel 1618 per volere di Ranuccio Farense, presenta una cavea a gradinate con sovrastante doppio ordine di serliane. In tempi più recenti abbiamo i politeama, teatri della seconda metà dell’Ottocento che riprendono modelli già diffusi in Europa, presentano gallerie aperte e sono adatti per tipologie di spettacoli assai diversificati, dal cabaret al circense.
Esistono inoltre deliziosi teatrini ottocenteschi ove i palchi sono sostituiti da una sola elegante balconata. Non mancano alcune sale in dimore private, tra cui uno dei più piccoli teatri del mondo, quello realizzato nel 1922 per volere della principessa Maria Ruspoli Gramont, sito nel Castello di Vigoleno in provincia di Piacenza è stato dipinto dal russo Alexandre Jacovleff ed ha soltanto dodici posti.
Infine esiste un raro teatro di verzura nel parco dell’ex Villa Altieri a Bologna, attuale sede dell’Istituto Tecnico Agrario Serpieri.

Si è quindi optato per un criterio cronologico, ossia sono stati rilevati tutti i teatri edificati entro la metà degli anni Trenta del Novecento, tenendo conto inoltre del significato e della tradizione di un determinato luogo teatrale. Esistono infatti sale teatrali ricostruite anche in tempi recenti in luoghi già da lungo tempo adibiti a teatro si veda per tutti il Teatro Duse di Bologna, un tempo Teatro Brunetti di lunga tradizione".


 

 

 

Azioni sul documento
Pubblicato il 16/10/2012 — ultima modifica 08/05/2013
< archiviato sotto: , , >

Istituto per i beni artistici culturali e naturali della Regione Emilia-Romagna - Cod. fiscale 800 812 90 373 - Via Galliera 21, 40121 Bologna

tel. +39 051 527 66 00 - fax +39 051 232 599 - direzioneibc@postacert.regione.emilia-romagna.it - peiibacn@postacert.regione.emilia-romagna.it

Regione Emilia-Romagna (CF 800.625.903.79) - Viale Aldo Moro 52, 40127 Bologna - Centralino: 051.5271

Ufficio Relazioni con il Pubblico: Numero Verde URP: 800 66.22.00, urp@regione.emilia-romagna.it, urp@postacert.regione.emilia-romagna.it

Strumenti personali