A Imola apre la mostra "Exultate et jubilate"

Apre il 19 (senza inaugurazione) al Museo Diocesano la mostra di vasi portapalma dal XVII al XIX secolo
  • Quando dal 19/05/2020 al 13/08/2020
  • Dove Imola, Galleria dei ritratti del Museo Diocesano
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  • Telefono 0542 25000
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Il Museo Diocesano di Imola da alcuni anni a questa parte ha intrapreso un vero e proprio cammino alla riscoperta di quei materiali artistici (perlopiù sacri) che, per consuetudine, vengono inseriti nel novero delle cosiddette arti minori o, per meglio dire, applicate.  Exultate et jubilate. Vasi portapalma dal XVII al XIX secolo in Diocesi di Imola – prima esposizione temporanea del 2020 –  ne rappresenta l’ultimo virtuoso esempio.

Il vaso portapalma è un vaso d’altare per disporre i rami d’ulivo (o di palma) nel tempo pasquale. Fin dall’antichità la palma è stata simbolo di vittoria e con lo stesso significato venne adottata nel Cristianesimo come attributo dei martiri e del trionfo di Cristo sulla morte. L’olivo stesso compare nell’arte paleocristiana come riferimento alla pace e, in associazione con la palma, come segno dell’ingresso di Cristo a Gerusalemme. Processioni in memoria di questo evento sono documentate proprio a Gerusalemme sin dal IV secolo e in Occidente dal VII. Da questi antichi riti nasce la tradizione di disporre sull’altare, tra un candeliere e l’altro, rami di olivo o di palma nei giorni fra la Domenica delle palme e il Mercoledì santo. I vasi portapalma, generalmente coerenti con lo stile degli altri arredi dell’altare – ovvero dei candelieri e, prima del Concilio Vaticano II, delle cartegloria –, sono generalmente in forma di anfora balaustrata, talvolta biansata, e sono dotati, nella parte superiore, di un’apposita fessura in cui inserire un ramoscello.

vasoportapalma.jpgGli oltre cento vasi portapalma (di ben 50 fogge diverse), per la più parte assolutamente inediti, offrono una panoramica abbastanza precisa sulle varie tipologie di questi manufatti realizzati in materiali vari – prevalentemente legno intagliato dorato o argentato, come anche lamina metallica sbalzata, cesellata e argentata, sino al bronzo – oltre che di dimensioni molto differenti, da pochi centimetri a oltre 70 di altezza. Si tratta di arredi generalmente assai qualitativi, provenienti dalle raccolte del Museo Diocesano di Imola (con pezzi in deposito anche da importanti chiese cittadine quali Santa Maria in Regola), dei musei parrocchiali di Castel Bolognese, Bagnara di Romagna e Piratello, dal capitolo della Cattedrale di Imola, dalla Collegiata e da San Giacomo di Lugo, dalle chiese imolesi dell’Osservanza, del Carmine, di San Lorenzo e di Sant’Agata, dalle parrocchiali di Massa Lombarda, Borgo Tossignano e San Lorenzo di Dozza, dalle chiese rettoriali di Santa Maria dei Servi di Imola e delle Stimmate di Lugo, infine in prestito dal seminario diocesano e da alcuni privati. I pezzi esposti – databili tra la seconda metà del Seicento e la prima metà del Novecento, sono opera di botteghe attive prevalentemente sul territorio, tra le quali si segnala quella prestigiosa dei Giuliani, operante a Imola a cavaliere tra XVII e XVIII secolo. 

Dal momento che i vasi portapalma venivano posti sull’altare durante il tempo pasquale, in mostra è esposto anche un incredibile manufatto ottocentesco utilizzato nella processione introduttiva al rito della Domenica delle palme. Il curioso intreccio (in prestito dal capitolo della cattedrale imolese), opera di un raffinato e fantasioso artigiano bordigotto, è databile a dopo l’elezione al soglio di Pio IX, vescovo di Imola dal 1832 al 1846. Si potrebbe ipotizzare (anche se a tal proposito le carte tacciono) che il ramo sia giunto a Imola al seguito del papa in occasione del suo pastorale viaggio nelle Romagne del 1857, e che il pontefice ne abbia poi fatto dono alla Chiesa imolese.

Locandina della mostra (pdf, 7.11 MB)

A causa dell'emergenza COVID-19 attualmente ancora in atto, nel totale rispetto dei decreti vigenti e delle misure di sucurezza in vigore su tutto il territorio nazionale (distanziamento sociale, ingressi contingentati, ecc.), la mostra non sarà inaugurata ufficialmente, ma di fatto dichiarata aperta e visitabile dal primo giorno di riapertura dei musei (19 maggio 2020).

 

Visite guidate e ingressi al museo e alla mostra
A causa dell'emergenza COVID-19 attualmente ancora in atto, nel totale rispetto dei decreti vigenti e delle misure di sucurezza in vigore su tutto il territorio nazionale (distanziamento sociale, ingressi contingentati, ecc.), non sarà possibile effettuare visite guidate. Nella Sala grande del museo, sullo schermo della LIM, sarà messa in onda una “video visita guidata alla mostra” per tutti i visitatori. Si potrà assistere alla proiezione comodamente seduti in platea, ma solo rispettando le misure di sucurezza sul distanziamento sociale (distanza di almeno 1 m l'uno dall'altro) e indossando la mascherina.
L'ingresso dei visitatori alle raccolte permanenti – alle 16 sale site al piano nobile, al lapidarium e al Museo delle carrozze siti nel cortile delle scuderie – sarà ovviamente contingentato onde evitare assembramenti e, comunque, consentito solo ed sclusivamente con indosso la mascherina.

Alla Galleria dei ritratti, sede della mostra, potranno accedere solo due visitatori per volta, sempre con indosso la mascherina.

 

Sede - orari di apertura - info

MUSEO E PINACOTECA DIOCESANI DI IMOLA e DELLE CARROZZE
Palazzo Vescovile | Piazza Duomo, 1 - 40026 Imola (Bo)
Orari di apertura
martedì, mercoledì e giovedì: ore 9-12
martedì e giovedì: ore 14-17
sabato: ore 10-13 / 15.30-18.30
domenica: ore 15.30-18.30

 



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pubblicato il 2020/05/14 12:43:00 GMT+2 ultima modifica 2020-05-14T12:45:41+02:00

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