La città del '900 e il suo futuro

A Modena il 15 novembre un convegno dedicato ai percorsi e alle iniziative culturali legati al patrimonio architettonico e urbanistico della città del Novecento

Dettagli dell'evento

Quando

15/11/2019
dalle 09:00 alle 13:30

Dove

Modena, Teatro della Fondazione Collegio San Carlo, via San Carlo 5

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Si svolgerà a Modena venerdì 15 novembre 2019, dalle ore 9.00, presso il Teatro della Fondazione Collegio San Carlo, il convegno organizzato in collaborazione con l’Ufficio ricerche e documentazione di storia urbana dell’Assessorato alla cultura del Comune di Modena, e il supporto dell’Istituto per i beni artistici culturali e naturali della Regione. L’appuntamento modenese pone l’attenzione e rilancia il tema della centralità dell’azione culturale nel percorso di conoscenza delle città nel “secolo breve”.
Un’azione culturale che ha caratterizzato l'IBC fin dalle sue origini, confluita in importanti pubblicazioni e ricerche, così come negli strumenti della pianificazione regionale a partire dagli anni ’70.

Dopo l’apertura del Sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli e del Presidente dell’IBC Roberto Balzani, il convegno sarà introdotto da Carlo Olmo, tra i più importanti storici della città a livello internazionale, seguono comunicazioni sul progetto Città Sostenibili e sui censimenti delle architetture del '900 con Matteo Sintini, storico dell’architettura e curatore degli atlanti delle architetture modenesi del Novecento. Una sessione condotta da Silvia Botti, direttrice di “Abitare”, propone il confronto tra diversi protagonisti che hanno in vario modo promosso, in ambito modenese, la conoscenza e la cultura della città costruita, interagendo con l’Ufficio e i suoi progetti. Le conclusioni sono affidate al dialogo tra Antonio Calafati economista e docente di studi urbani e Simone Ombuen, urbanista e docente a ROMA 3 coordinato dal direttore dell’IBC Laura Moro per una riflessione su scenari del futuro delle città che hanno nel patrimonio fisico e valoriale del Novecento, una leva culturale indispensabile da conoscere.

Programma


L'appuntamento consente inoltre all'IBC di ripercorrere la propria attività nel settore dei beni ambientali e architettonici: dalla campagna di rilevamento fotografico condotta nei primi anni ’70 per l’IBC da Paolo Monti, che ha interessato anche il centro storico della città di Modena, utile strumento per la nascita di una nuova normativa urbanistica per la tutela e il recupero della città storica, per proseguire con il lavoro del fotografo Gabriele Basilico che nel 2001 punta il suo obbiettivo verso luoghi e architetture che nella città di Modena hanno perso la loro componente vitale e funzionale. Soggetti contemporanei e densi di storia, da riconoscere in percorsi di conservazione e valorizzazione. Così come il patrimonio industriale degli inizi del XX secolo, compreso quello dismesso , che diventa oggetto di numerosi studi avviati da IBC con la Regione Emilia-Romagna e, anche in questo ambito, ampio e puntuale è il lavoro di rilevazione e documentazione, con schede e repertori bibliografici, condotto dall’Istituto.
Con l’approvazione nel 2002 della legge regionale per la qualità architettonica prende avvio un nuovo fondamentale percorso dell’Istituto, tutt’ora in corso, che interessa il censimento e la catalogazione di 1.066 edifici di architetture moderne e contemporanee, in collaborazione con il Ministero per i beni e le attività culturali e le Università della Regione. Un’opera di catalogazione che ha interessato l’intera Regione e che costituisce una importante banca dati del patrimonio architettonico moderno e contemporaneo. Questo impegno ha contribuito nel 2012  a definire l’intesa tra IBC e Comune di Modena finalizzata  alla pubblicazione del volume “Città e architetture. Il Novecento a Modena” curata dall’Ufficio ricerche sulla storia urbana che, oltre alla schedatura di architetture modenesi del Novecento, ha avviato una campagna fotografica ancora condotta da Basilico, volta a rappresentare uno sguardo nuovo sulla città contemporanea. Uno sguardo lucido, rivolto all’azione sul presente che permette oggi, a oltre 20 anni dall’avvio di queste campagne di rilevamento di fare il punto sul rapporto, non sempre facile, tra le comunità locali, le istituzioni  e questo patrimonio.

 

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Pubblicato il 05/11/2019 — ultima modifica 05/11/2019
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