I luoghi ed i testimoni della bellezza

Il 6 maggio San Leo commemora il passaggio di San Francesco con un ricco programma, tra cui la presentazione del restauro dei dipinti del soffitto a cassettoni della Chiesa di Sant’Antonio Abate di Montemaggio

Dettagli dell'evento

Quando

06/05/2018
dalle 15:00 alle 21:00

Dove

San Leo, Palazzo Mediceo e altre sedi

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La storia

L’8 Maggio ricorre a San Leo l’anniversario dell’evento che ha cambiato la storia di un territorio e che ha portato ad uno dei più mistici episodi della cristianità ovvero la donazione del monte della Verna a San Francesco. La storia, avvalorata da quanto si legge nei “Fioretti”, narra che Francesco d’Assisi dopo un lungo peregrinare, l’8 Maggio 1213 giunse casualmente a San Leo in occasione dell’investitura a Cavaliere di un Conte di Montefeltro alla quale era presente fra gli altri anche il Conte Orlando Cattani da Chiusi. Alla presenza di tanta gente, Francesco non esitò e all’ombra di un olmo tenne una fervente ed appassionata predica prendendo spunto da una canzone del tempo che recitava “Tanto è il bene che mi aspetto, che ogni pena mi è diletto”.
Le parole del Santo toccarono profondamente il Conte Orlando, che volle dargli in dono un Monte solitario, conosciuto col nome Verna, ritenendolo adatto a chiunque volesse fare penitenza. L’incontro fra i due avvenne in una stanza situata all’interno dell’attuale Palazzo Nardini già Severini, poi trasformata in Cappella.

La conferenza e la presentazione del restauro

Tante le iniziative per celebrare l'evento (trekking sulle tracce di Francesco, corteo storico con sbandieratori, concerto di Laude Medievali, laboratori), tra cui una conferenza, a Palazzo Mediceo, domenica 6 maggio, dalle ore 15, dedicata a"I luoghi ed i Testimoni della Bellezza". L'incontro pubblico è una preziosa occasione per ripercorrere un viaggio nel territorio alla scoperta dei luoghi che sorsero in seguito al passaggio del Santo. Dal percorso tra "i luoghi della bellezza" un'attenzione particolare è riservata al recente intervento di restauro che l'IBC ha promosso nella vicina Chiesa conventuale di Sant'Antonio Abate a Montemaggio, tappa del passaggio del Santo

Locandina con programma completo

Il restauro

Un restauro, imponente per dimensione e importante per singolarità delle opere, promosso dall’IBC sul piano museale 2016 con un consistente contributo alla realizzazione dei lavori di recupero: si tratta di 22 dipinti su tavola provenienti dal soffitto a cassettoni della Chiesa di Sant’Antonio Abate di Montemaggio.
I dipinti, alcuni su tela inchiodata su supporto ligneo, altri direttamente su tavola, sono realizzati nel primo decennio del XVIII da autori anonimi, ed è evidente nelle varie opere una differente “mano” ed una qualità artistica non omogenea. Vi sono rappresentati sante e santi francescani, la Chiesa è infatti di proprietà del Convento Francescano di Montemaggio, luogo di forte devozione e di riferimento, allora come oggi, delle comunità locali e delle vallate limitrofe.
Aspetto questo di fondamentale importanza per comprendere il vero e profondo “valore” che tale singolare patrimonio assume: un valore non declinabile in mere valutazioni di pregio storico-artistico, ma di significati, interpretazioni, memorie e valori spirituali che quelle opere richiamano e rappresentano per il territorio. Poiché inoltre le opere erano state da decenni rimosse dal soffitto della Chiesa per ragioni di sicurezza e conservate in un isolato deposito, l’occasione del loro restauro si traduce nella concreta possibilità di restituirle fisicamente alla pubblica fruizione e godibilità.
L’intervento di restauro non è stato semplice, non solo per via del considerevole numero di tavole e loro dimensioni (ognuna di circa 115 x 160 cm), ma anche per il difforme stato conservativo in cui si trovavano, in alcuni casi talmente grave da impedirne la comprensione iconografica o da mettere a rischio la materia pittorica con la loro movimentazione.
Per questa ragione è stato allestito un vero e proprio Laboratorio in un ampio ambiente del Museo di Arte Sacra isolato dal percorso museale dove le restauratrici Maria Chiara Tonucci e Serena Brioli hanno affrontato tutte le delicate fasi del restauro per riportare le opere ad una rinnovata integrità e consentire la loro piena “valorizzazione” con la permanente esposizione proprio nella sala in cui sono state “curate”.

L’intervento, coordinato da Antonella Salvi dell’IBC come direzione lavori in collaborazione con Federica Cavani della competente Soprintendenza, è stato oggetto nel corso della realizzazione dei lavori di una interessante esperienza di cantiere-aperto per dare la possibilità alle scuole, ai giovani e ai non più giovani di conoscere, riscoprire e riappropriarsi di una parte del loro patrimonio e memoria.

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Pubblicato il 04/05/2018 — ultima modifica 04/05/2018
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