A Santa Sofia inaugurazione dell’opera “Santa Sofia ‘93” al termine del restauro

Il 13 ottobre tornano a risplendere le tre giganti ruote dell'artista Mauro Staccioli collocate nel Parco di Sculture all'aperto. Restauro promosso da Comune e IBC

Dettagli dell'evento

Quando

13/10/2018
dalle 16:00 alle 19:00

Dove

Santa Sofia, Parco della Resistenza e attigua sala Sandro Pertini

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Sabato 13 ottobre, alle ore 16.00, si inaugura l’opera “Santa Sofia ‘93” al termine di un delicato intervento di restauro, sostenuto dall’amministrazione comunale e dall’Istituto Beni Culturali, che ha restituito le tre giganti ruote collocate nel Parco di Sculture all'aperto a Santa Sofia dell'artista Mauro Staccioli. A presentare l’opera e l’artista due esponenti di straordinario livello: lo storico dell’arte Renato Barilli e Antonio Presti, fondatore di Fiumana d’Arte nella regione Sicilia, mecenate e amico personale dell'artista scomparso all'inizio di gennaio del 2018 proprio mentre erano in corso le operazioni di restauro della sua opera. Una occasione straordinaria anche perché due regioni, la Sicilia e l'Emilia-Romagna,  per la prima volta  si uniscono in nome dell'arte contemporanea e della bellezza come patrimonio comune.  Temi cari alla Fondazione Fiumana che verranno presentati da Antonio Presti e Gianfranco Golino ai ragazzi della scuola media a Santa Sofia nella mattinata di sabato.
Il restauro delle tre grandi ruote all’aperto si è avvalso del contributo e coordinamento dell’IBC nell’ambito dei Piani di intervento della legge regionale 18/2000.
L'opera è stata sottoposta ad un delicato e complesso intervento di restauro, preceduto da indagini materiche e strutturali, che ha comportato la rimozione delle parti degradate e la scelta attenta e la conseguente stesura di materiali idonei all'esposizione agli agenti atmosferici.
Restauro: ditta Zambelli srl di Galeata (FC), ditta IsabellaCervetti (Bastia, FC)

INVITO

L'intervento di restauro (a cura di A. Salvi)

  • Tre giganti ruote: un’opera singolare

L'opera “Santa Sofia '93” è stata realizzata nel 1993 in occasione della 32^ edizione del Premio Campigna e ha segnato l'inizio di una nuova stagione del Premio con la nascita di un percorso artistico che parte dal centro storico della cittadina per diramarsi poi lungo il Parco fluviale del Bidente. In questo lavoro l'artista si è avvalso di una forma geometrica primaria, il cerchio, per dare vita ad una creazione di fortissimo impatto. Le tre gigantesche ruote in cemento e ferro si ergono, quasi minacciose, sovrastando lo spettatore e suscitando l'ingannevole idea di un precario ancoraggio al terreno. La stessa struttura materica dell’opera coniuga pesantezza e leggerezza, equilibrio e instabilità, slancio ascensionale e caduta verso il basso, staticità e movimento. Nel suo misurarsi con un ambiente di forti valenze simboliche, “un giardino segreto” inaspettato, a pochi passi dal cuore pulsante di Santa Sofia, l’Artista ottiene un risultato di sorprendente armonia ed integrazione con l'ambiente.

  • Un artista internazionale: Mauro Staccioli

Mauro Staccioli nasce nel 1937 a Volterra. Dalla fine degli anni Sessanta si dedica alla scultura, sviluppando l’idea di una creazione artistica che si ponga in stretta relazione con il luogo, inteso nella sua concezione sia fisica sia sociale, alterandone però la consueta percezione. L’artista sceglie fin da principio un linguaggio caratterizzato da una geometria essenziale e dall’uso di materiali come il cemento e il ferro.
Nel  1976 arriva l’invito alla Biennale di Venezia, anno in cui realizza il celebre Muro, una parete di cemento che ostruisce la visuale dell'ingresso ai “Giardini” e rimane nell'immaginario collettivo in quando immortalato nei fotogrammi di “Vacanze intelligenti” con Alberto Sordi.
Nel 1982 è chiamato a realizzare una grande opera nel parco di Villa Gori a Celle (Pistoia), il primo parco italiano di sculture ambientali. Da questo momento Staccioli riscuote una crescente attenzione all'estero e viene chiamato in Germania, in Gran Bretagna, in Israele e in Francia.
Nel 1984 realizza la sua prima personale negli Stati Uniti, cui seguiranno le installazioni nel Parco Olimpico di Seul e in California.
Negli anni Novanta e Duemila l’artista continua a sperimentare nuove forme in Italia, nel Principato di Andorra, in Germania, in Belgio, in Corea, a Taiwan, a Porto Rico.
Muore a Milano il primo di gennaio 2018.

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Pubblicato il 08/10/2018 — ultima modifica 09/10/2018
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