A Rimini la lezione di Giacomo Leopardi

Il 10 luglio alla Corte degli Agostiniani si riflette sul tema "Natura e desiderio di infinito". Dialoghi, musica e letture

Dettagli dell'evento

Quando

10/07/2017
dalle 21:15 alle 23:00

Dove

Rimini, Corte degli Agostiniani

Aggiungi l'evento al calendario

A Rimini lunedì 10 luglio, alle 21.15, alla Corte degli Agostiniani, (via Cairoli), la scienza intersecherà la letteratura, portandoci nel cuore della migliore cultura italiana. “Invitato d’onore” sarà Giacomo Leopardi,  un maestro ribelle ed eretico, il cui pensiero continua a illuminare, insegnando a conoscerci.
A interrogare il poeta filosofo saranno due ospiti d’eccezione, il letterato e poeta Antonio Prete, considerato uno dei massimi esperti internazionali di Leopardi, e il fisico di fama mondiale Carlo Rovelli. I due studiosi ci condurranno alla scoperta dell’“officina” poetica e filosofica di questo pensatore rivoluzionario, che ha coltivato un pensiero attraversato dal dubbio, e la cui poesia ha esplorato le domande ultime, quelle che più importano. E mai ha interrotto un contatto fecondo con le scienze. Infatti Leopardi non è più solo un classico della letteratura: filosofi, antropologi, linguisti, scienziati ne interrogano ancora oggi le idee.
Del “giovane favoloso” che ha segnato la sua adolescenza e il suo avvicinarsi alla fisica, parlerà Carlo Rovelli, che inaspettatamente, per i profani, parla della sua disciplina definendola romantica e affascinante, non solo necessaria per scoprire come funziona il nostro pianeta, i fenomeni naturali, ma anche per dare risposte “alle grandi domande esistenziali dell’uomo”. Anche Leopardi, ha scritto Rovelli, “ha usato le sue, di competenze, per esprimere i suoi dubbi esistenziali. Infatti la scienza è sentita dal giovane Leopardi come strumento per crescere, per sfuggire al bigottismo e all’ignoranza del suo ambiente, da cui riesce a evadere grazie alla straordinaria biblioteca paterna, in cui scopre mondi, si infiamma, sogna di partire, oltre ‘quella siepe’, oltre quei ‘lontani monti’. L’astronomia è il tramite di questo uscire da sé e andare verso l’infinito. Guardare il cielo, parlare agli astri, alle ‘vaghe stelle dell’orsa’, intrattenersi con la luna resterà per sempre la cifra del suo canto”. “Che fai tu, luna, in ciel? dimmi, che fai,/ Silenziosa luna?” Sono queste le domande di senso che il pastore rivolge alla luna, nel Canto notturno di un pastore errante dell’Asia, la cui lettura aprirà la serata.
Parole che s'aggirano oltre i confini del visibile, e da quell'oltre che è la parola dell'infinito. La poesia di Leopardi è sempre interrogazione, e costante è il suo dialogo con il pensiero. Ne parlerà Antonio Prete, a cui va il merito della definitiva codificazione dell’unità di pensiero poetico e filosofico degli scritti leopardiani. Sua è l’espressione “pensiero poetante” (unita a quella, per così dire simmetrica, di “poesia pensante”), divenuta una sorta di nuovo termine di riferimento.
La forza della sua poesia è nella ricerca di sconfiggere o risarcire l’irreversibilità del tempo. “Un confronto fra la finitezza dell’uomo e l’infinito dichiarato insostenibile, e tuttavia messo in scena”. Infatti, spiegherà Antonio Prete, L’infinito, di cui ascolteremo i versi, è una poesia sulla poesia, ci racconta qual è l’esperienza vera, profonda, della poesia: voler dire l’infinito e riconoscere l’impotenza del pensiero, e della lingua poetica a dirlo. Ciò che solo possiamo dire è l’indefinito, metafora del confine tra visibile e invisibile, laddove l’infinito è la figura dell’assoluta lontananza dell’immaginabile.

Quel che Leopardi cerca sono “le grandi leggi che regolano la realtà a fronte della sua stessa imponderabilità, i tratti costitutivi della natura umana”. Al di fuori delle schematizzazioni scolastiche, la natura è osservata come enigma, talora come physis intesa in senso greco, cioè energia, sorgente della vita e della morte, ciclo dei viventi; comprende il bene ed il male, il negativo e il positivo, che ha a che fare col destino, col caso, con la necessità, rappresenta il dispiegarsi degli eventi con la loro sofferenza.
A condurre l’incontro sarà la giornalista Valeria Cicala; le letture sono di Isadora Angelini, il commento visivo di Maurizio Giuseppucci, con l’accompagnamento musicale del Piccolo Ensemble del Liceo Einstein diretto da Davide Tura.  L’immagine dell’evento è di Florian Gerbaud. L'iniziativa è patrocinata dall'IBC. Ingresso libero

Locandina

Azioni sul documento
Pubblicato il 30/06/2017 — ultima modifica 30/06/2017
< archiviato sotto: , , >

Istituto per i beni artistici culturali e naturali della Regione Emilia-Romagna - Cod. fiscale 800 812 90 373 - Via Galliera 21, 40121 Bologna

tel. +39 051 527 66 00 - fax +39 051 232 599 - direzioneibc@postacert.regione.emilia-romagna.it - peiibacn@postacert.regione.emilia-romagna.it

Regione Emilia-Romagna (CF 800.625.903.79) - Viale Aldo Moro 52, 40127 Bologna - Centralino: 051.5271

Ufficio Relazioni con il Pubblico: Numero Verde URP: 800 66.22.00, urp@regione.emilia-romagna.it, urp@postacert.regione.emilia-romagna.it

Strumenti personali