A Cividale del Friuli il seminario "Le tecniche di restauro applicabili a marionette, burattini, fondali di scena"

Il 29 giugno al Teatro Comunale Adelaide Ristori il seminario con esempi di interventi e scambio di idee per un protocollo di restauro

Dettagli dell'evento

Quando

29/06/2017
dalle 15:00 alle 18:30

Dove

Cividale del Friuli, Teatro Comunale Adelaide Ristori

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Giovedì 29 giugno, il Teatro Ristori di Cividale del Friuli ospiterà,  dalle ore 15, il seminario “Le tecniche di restauro applicabili a marionette, burattini, fondali di scena - esempi di interventi - idee per un protocollo di restauro” a cui interverranno Lidia Bortolotti (Istituto per i beni artistici culturali e naturali Regione Emilia Romagna), la cooperativa Esedra e la cooperativa Arecon di Udine  per  il restauro e conservazione di beni artistici e architettonici, Zala Kalan (restauratrice, creatrice di marionette e illustratrice del Lutkovno gledališče di Ljubljana) moderati da Cassiopea Teatro. Il seminario è parte del programma di iniziative della tappa finale del progetto europeo "ALL STRINGS ATTACHED. I PIONIERI EUROPEI DEL TEATRO DI FIGURA DIETRO LE QUINTE"

L'intervento di Lidia Bortolotti (IBC) sarà incentrato sul restauro di due marionette de “Il Castello dei Burattini” Museo Giordano Ferrari di Parma.

L'intervento su manufatti di natura inusuale, caratterizzati da una molteplicità di materiali costruttivi e da una lunga storia di utilizzo funzionale – quali i burattini e le marionette - non ha alle sue spalle una tradizione metodologica codificata da teorie o approfondite riflessioni critiche. Un tempo della "manutenzione" delle marionette si occupavano gli stessi burattinai, ripristinandone quell'integrità figurativa che l’oggetto tendeva a perdere a causa del suo frequente impiego, realizzando spesso una sovrapposizione di stesure pittoriche e, talvolta, il riuso o lo scambio tra elementi diversi. Restaurare "scientificamente" le marionette di Parma, il “Paggio Fernando”, 1870, attribuito al torinese Giuseppe Marino,  e una figura femminile detta Donnina, 1910, attribuita a Giuseppe Concordia di Vercelli,  ha comportato un approccio cauto, rispettoso delle stratificazioni accumulatesi nel tempo, rappresentative di un momento significativo della loro storia. La polimatericità dei manufatti ha richiesto il concorso di diverse professionalità, dall'esperto di legni policromi allo specialista di tessuti, sotto la guida dello storico del teatro di figura. L’intervento è stato supportato da indagini approfondite, utilizzando alcune metodologie che caratterizzano da tempo gli interventi di restauro su manufatti che godono di una maggiore considerazione critica e che di rado vengono applicate ai protagonisti del teatro di figura.

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Pubblicato il 23/06/2017 — ultima modifica 23/06/2017
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