"Istruzione per un fattore. Le opere e i giorni in una tenuta bolognese del Settecento"

A Bologna la biblioteca Guglielmi ospita, il 1 dicembre, la presentazione del volume trascritto da Sergio Venturi

Dettagli dell'evento

Quando

01/12/2016
dalle 17:30 alle 20:00

Dove

Bologna, Biblioteca G. Guglielmi, Via Marsala 31

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Informazioni

Recapito telefonico per contatti

051 9923221

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A Bologna giovedì 1 dicembre, alle 17.30, la Biblioteca G. Guglielmi dell'IBC ospita la presentazione del volume "Istruzione per un fattore. Le opere e i giorni in una tenuta bolognese del Settecento", un testo trascritto e commentato da Sergio Venturi, a lungo dirigente dell'ex Ufficio Musei dell'Istituto Beni Culturali. Il volume contiene scritti di Massimo Montanari, Mauro Carboni, Marina Foschi, Antonio Nicoli, Filippo Ribani, Daniele Pascale, Paolo Pascale, Armando Antonelli  (Epika Edizioni).
Intervengono:
Mauro Carboni, Pierluigi Cervellati, Marina Foschi, Massimo Gnudi, Massimo Montanari.
Introduce Giuseppina Tonet (IBC)

Nel corso della presentazione del volume sarà annunciata al pubblico la nascita dell'Associazione Ville Storiche Bolognesi con sede a Villa Edvige Garagnani di Zola Predosa, cui sarà possibile iscriversi. L'ingresso è libero

invito


Il volume

Il libro, edito da Epika (Euro 15), è la pubblicazione commentata di un manoscritto conservato presso l’archivio storico della famiglia Magnani Guidotti databile fra il quarto e il quinto decennio del Settecento, intitolato ‘Instrucione da osservarsi dal nostro fattore di campagna’.. Il testo, che venne trascritto e in parte commentato da Sergio Venturi (1945-2011), architetto, dirigente dell’IBC, viene ora pubblicato col corredo iconografico di fotografie storiche inedite appartenenti allo stesso archivio famigliare e riferite alla vita e ai lavori agricoli nella tenuta delle Tombe di Zola Predosa nel 1904. E' arricchito da brevi saggi di: Massimo Montanari, Mauro Carboni, Marina Foschi, Antonio Nicoli, Filippo Ribani, Daniele Pascale, Paolo Pascale, Armando Antonelli.

Dalla presentazione di Massimo Montanari:
"...La letteratura agronomica è un ‘genere’ di grande fortuna nella tradizione italiana. Bologna vi gioca una parte di rilievo, se pensiamo che il bolognese Piero de’ Crescenzi fu autore del più importante trattato di agronomia italiano (ed europeo) del Medioevo, il Liber ruralium commodorum, scritto fra 1304 e 1309 e subito tradotto in lingua italiana, e poi in tedesco, francese e inglese; che un poemetto di didattica agricola in versi,  il Tesoro dei rustici, fu composto nel 1350 dal bolognese Paganino Bonafede; che il bolognese Vincenzo Tanara pubblicò nel 1644 L’economia del cittadino in villa, trattato di agricoltura fra i più completi e originali, lontano mille miglia dall’erudizione letteraria e vicino, invece, alla corposità quotidiana della cultura rurale e delle tradizioni contadine, rappresentate sia nelle pratiche di lavoro, sia negli usi alimentari e gastronomici… Onnipresente figura (solitamente però sullo sfondo) è quella ‘fattore’, implicitamente o esplicitamente evocata nei testi di agronomia oltre che nei contratti agrari e nella statutaria cittadina. Capita invece – nel testo che qui si pubblica, a suo tempo trascritto da Sergio Venturi con la complicità di Paolo Pascale – che sia lui a occupare da protagonista il centro della scena. A lui si rivolgono (magari, chissà, proprio da parte di un ‘fattore’) minuziose e dettagliate istruzioni su come comportarsi nello svolgimento del suo delicato lavoro, nel suo ruolo strategico di ‘mediatore’ fra interessi, culture, linguaggi diversi. Prestiamo allora particolare attenzione a un testo ‘minore’ come questo, al tono diretto e concretissimo dei consigli e delle riflessioni – su come, in particolare, si debbano trattare i contadini…".

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Pubblicato il 28/11/2016 — ultima modifica 28/11/2016
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