Dove abitano le parole. Scopriamo le case e i luoghi degli scrittori in Emilia-Romagna

Dal 24 al 26 giugno 2016 un fine settimana in compagnia degli scrittori che sono nati o vissuti in Emilia-Romagna, da Ludovico Ariosto a Giovanni Pascoli, da Giosue Carducci a Pier Vittorio Tondelli

Dettagli dell'evento

Quando

dal 24/06/2016 alle 00:00
al 26/06/2016 alle 00:00

Dove

Emilia-Romagna, sedi varie

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051 5276621

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Dal 24 al 26 giugno 2016 si terrà la seconda edizione di “Dove abitano le parole”: un fine settimana in compagnia degli scrittori che sono nati o vissuti in Emilia-Romagna, da Ludovico Ariosto a Giovanni Pascoli, da Giosue Carducci a Pier Vittorio Tondelli. 
Scrittori di cui ci resta non solo l’eredità culturale ma anche l’eredità tangibile rappresentata da una casa – la loro casa - che spesso conserva arredi, oggetti, memorie. In altre situazioni le case non esistono più, ma esistono luoghi che di un autore ci parlano con grande intensità. Pensiamo alla Ferrara di Giorgio Bassani o alla “Bassa” parmense di Giovannino Guareschi.

Per far conoscere questo particolare patrimonio culturale, IBC organizza, con la collaborazione di comuni, biblioteche, associazioni ed altri enti, una serie di appuntamenti dedicati alla riscoperta, o scoperta, delle case museo e dei luoghi legati alla letteratura e ai suoi protagonisti. Complessivamente a questa edizione hanno aderito 26 “siti” distribuiti su tutto il territorio regionale per 23 autori.
Altrettanto vario e interessante è il programma degli eventi proposti, tutti a ingresso libero: reading, conversazioni, passeggiate, visite guidate animate, azioni teatrali, laboratori per bambini. Senza dimenticare merende e aperitivi.

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Locandina

Dove abitano le parole

Spot - Dove abitano le parole

 

Tra le novità di quest’anno si segnala una particolare attenzione all’Appennino: verranno così interessati luoghi come Pazzano di Serramazzoni (MO) o Cerreto Alpi (RE), dove Guido Cavani e Silvio D’Arzo trassero ispirazione per ambientare le loro narrazioni; oppure Baiso (RE), dove visse lo scrittore e critico d’arte Giovan Battista Toschi. Oppure Casarola (PR), dove si trova la casa nella quale trascorreva i periodi estivi Attilio Bertolucci.
Il tema della casa di vacanza ritorna anche in altri appuntamenti, come a Villa Smeraldi di Bentivoglio, splendido esempio di villa rurale e oggi sede del museo della civiltà contadina, dove soggiornava Roberto Roversi.
L’edizione di quest’anno si arricchisce poi di una significativa attenzione per la letteratura al femminile: a Piacenza, un appuntamento anticipa ed avvia le iniziative per il cinquantenario della scomparsa di Giana Anguissola, giornalista e scrittrice di testi per ragazzi; mentre a Casa Guerrini a Sant’Alberto (RA) un aperitivo letterario sarà dedicato alla poetessa rinascimentale Gaspara Stampa.
Oltre all’anniversario di Giana, l’edizione di quest’anno di “Dove abitano le parole” incrocia almeno altri due importanti anniversari: il quinto centenario della prima edizione del Furioso e i cento anni dalla nascita di Giorgio Bassani, con alcune interessanti iniziative tra Reggio Emilia e Ferrara. In particolare, a Reggio verrà aperto in via straordinaria la villa del “Mauriziano”, dove ebbe dimora l’Ariosto, mentre nella sua dimora ferrarese verranno eseguiti brani di musica dal Cinque al Settecento.
L’iniziativa è arricchita dall’attenzione di poeti e scrittori viventi che animano le case o si cimentano nella parola degli scrittori del passato: Francesco Guccini sarà ospite di Casa Moretti a Cesenatico; Carlo Flamigni sarà a Villa Saffi; Eraldo Baldini a Casa Monti ad Alfonsine e Lorenza Ghinelli a Casa Serra a Cesena.

In prospettiva, l’appuntamento si sta consolidando come l’occasione per una riscoperta dei fenomeni letterari attraverso i secoli: dal Cinquecento di Ariosto al Novecento di Guareschi, o di Pier Vittorio Tondelli. Né costituisce soltanto spunto per una rilettura della parola di scrittori noti, ma anche per scoprire fisionomie o sperimentazioni letterarie finora meno conosciute: è questo il caso dei Maggi, esperienza letteraria tipica dell’Appennino, tra etnografia e oralità, di cui si occupò Romolo Fioroni, studioso e compositore egli stesso.

L’edizione 2016 dell’iniziativa è stata curata da Isabella Fabbri e da Alberto Calciolari con la collaborazione di Priscilla Zucco.

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Pubblicato il 16/06/2016 — ultima modifica 21/06/2016
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