Prima del museo

7 e 8 marzo: un fine settimana nei luoghi che oggi ospitano i musei dell'Emilia-Romagna: visite, laboratori, incontri e narrazioni. Da Piacenza a Rimini, oltre venti le istituzioni che hanno aderito all'invito dell'IBC

Dettagli dell'evento

Quando

dal 07/03/2015 alle 00:00
al 08/03/2015 alle 00:00

Dove

Emilia-Romagna, sedi varie

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Recapito telefonico per contatti

051 5276610/6617

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Con questa iniziativa l'Istituto Beni Culturali vuole richiamare l'attenzione del pubblico sulle sedi dei nostri numerosi e splendidi musei, un  patrimonio di edifici storici davvero importante che prima di  trasformarsi in contenitori  museali hanno  svolto altre e diverse funzioni  dando forma al nostro paesaggio urbano e rurale. 

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prima museoDa Piacenza a Rimini: sono oltre venti le istituzioni che  hanno aderito all'invito dell'IBC mettendo in campo un ricco programma di eventi e proposte culturali che per due intere giornate, il 7 e l'8 marzo 2015,  intratterranno adulti, ragazzi, bambini, famiglie   e li condurranno  alla riscoperta  di  veri e propri tesori d' arte e storia.

Le tipologie rappresentate sono varie. Ci sono innanzitutto le  rocche e i castelli, sorti numerosi fra Medioevo e Rinascimento come presidi difensivi e dimore nobiliari,  adibiti poi ad altri e diversi usi – scuole ,  municipi,  musei -  ma che in ogni caso  ancora oggi identificano con la loro caratteristica mole il nostro territorio come accade a  Pianello Val Tidone, Fontanellato,  San Martino in Rio, Formigine, Dozza.
Ci sono palazzi cittadini, emblemi del lusso e del  potere  assoluto esercitato da grandi famiglie signorili come i Farnese a Piacenza. Vi sono  complessi monastici   che per secoli hanno ospitato prospere comunità religiose e le loro importanti attività in  campo librario e farmaceutico: è il caso dell' Abbazia di San Colombano a Bobbio, ora Museo della città, del monastero di San Paolo a Parma sede della Pinacoteca Stuard o  del convento di sant'Agostino a Verucchio dove si trova il Museo Civico Archeologico.
Non mancano infine esempi di  architettura rurale e industriale  rappresentate rispettivamente dalla  casa dei fratelli Cervi nel reggiano  e dalla fornace Gallotti a Bologna, complessi  recuperati ed  adibiti  ad usi culturali e in questo modo  sottratti ad un processo di  distruzione certa  dopo le radicali trasformazioni che nella seconda metà del Novecento hanno investito il lavoro nelle  nostre campagne  e in certi comparti produttivi.
L'offerta culturale è ricca e diversificata e comprende visite guidate, alcune delle quali corredate da mostre fotografiche e documentarieconferenze tenute dai conservatori delle collezioni o da esperti del settore, conversazioni con ex abitanti di case e palazzi  storici, ma anche  narrazioni interpretate da attori nelle vesti di  personaggi storici noti e meno noti, e ancora dimostrazioni, laboratori pratici, interviste per illustrare e far conoscere il lavoro  dei monaci amanuensi, dei maestri fornaciai   o dei mugnai, attività che oggi non si praticano più ma che in passato sono state strategiche per l'economia di intere comunità.

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Pubblicato il 19/02/2015 — ultima modifica 03/03/2015
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